Attualità Monterosso Almo 02/10/2015 18:50 Notizia letta: 5172 volte

Musicista, goliarda, macellaio dell'amore

Livio Garofalo
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Roma - "Ormai quando arrivo sul mio posto di lavoro, a Roma, mi chiamano tutti il Macellaio dell’amore. Anche se il macellaio non sono io!”.

Ride di gusto Livio Garofalo, 33 anni, originario di Monterosso Almo ma da tempo stabilitosi a Roma, diventato “noto” per via di una sua canzone goliardica, andata in onda su RAI 2 durante la trasmissione “Detto Fatto”, condotta da Caterina Balivo, in onda ogni pomeriggio dalle 14 alle 16. Siamo riusciti a contattare il cantautore monterossano, in realtà da sempre appassionato musicista, il cui ambito di interesse è il blues, il jazz e il pop. Ma, come a volte capita nella vita, sono le cose su cui avremmo puntato meno a rivelarsi di gradimento per il pubblico. Neanche Livio Garofalo riesce a spiegarselo come questo sia possibile. Eppure succede.

Com’è nata questa tua “partecipazione” al programma di RAI 2?
“La mia ragazza ha sempre guardato il programma della Balivo e un giorno mi ha detto che stavano organizzando le olimpiadi dei macellai. In pratica, tutto consiste in una sfida fra macellai provenienti da varie parti dell’Italia e, a fine puntata, una giuria sceglie a chi far passare il turno e a chi no. Ho pensato, allora, di contattare un mio carissimo amico, Francesco Castello, che fa il macellaio da dieci anni a Monterosso. Abbiamo registrato un video e l’abbiamo mandato in trasmissione. A fine agosto è stato chiamato. E così, per scherzare, ho iniziato a comporre un ritornello orecchiabile. L’ispirazione mi è venuta sul momento. Abbiamo parlato con il regista e gli abbiamo detto che volevamo fare una sorpresa a Caterina Balivo. Dopo averla sentita hanno deciso di portarla in studio”.

Ma è diventata la sigla ufficiale della rubrica?
“L’hanno messa già due volte, infatti la RAI mi ha contattato per i diritti. Il 24 settembre hanno annunciato che questa canzone diventerà la sigla delle Olimpiadi dei Macellai”.

Ma a cosa ti sei ispirato per scrivere questa canzone? Il testo è curioso…
“Mi è venuta proprio un’ispirazione. A volte mi è capitato di alzarmi, anche di notte, e scrivere delle canzoni. E’ tutta pensata sulla figura del macellaio in generale”.

Ma qualcuno ti riconosce come l’autore del Macellaio dell’amore?
“E’ stato un riscontro davvero positivo, inaspettato. Al supermercato di Monterosso mettono tutto il giorno questa canzone e anche quando vado sul mio posto di lavoro, a Roma, i miei colleghi mi canticchiano dietro il ritornello. E’ stato davvero un successo inaspettato. Peccato per il mio amico macellaio che, invece, è uscito dalle olimpiadi alla prima puntata”.

Tu però ti occupi anche di blues e jazz. Come ti spieghi un successo così per una canzone che, diciamocelo, non è poi così impegnata?
“Io ho sempre fatto musica “seria”. Suono il piano, la tromba e le percussioni. Ho registrato anche un medley composto da quattro brani arrangiati da me insieme a professionisti del settore e mi sono esibito anche all’accademia nazionale di danza a Roma. A volte la vita è proprio strana: uno si presenta con una cosa così, fatta quasi per scherzo, un ritornello orecchiabile e come per magia fai successo. Non so spiegarmelo nemmeno io”.

Irene Savasta
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