Cronaca Acate 02/10/2015 10:55 Notizia letta: 3252 volte

Il caporalato ad Acate

Scoperto dalla Finanza
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Acate - Il Comando Provinciale della guardia di finanza di Ragusa ha concluso una complessa indagine finalizzata al contrasto del fenomeno del c.d. “caporalato”, nonché dell’utilizzo di lavoro nero ed irregolare.
In particolare, sono stati eseguiti dei controlli presso un’azienda agricola con sede legale a Vittoria, ma di fatto operante nell’agro di Gela in contrada Piano Stella.
Gli accertamenti hanno consentito di appurare che 5 soggetti, di cui il titolare dell’azienda e 4 “caporali”, hanno costituito un’organizzazione dedita al “reclutamento” di manodopera a basso costo da utilizzare nelle serre per la raccolta dei pomodori.
Al termine di una serie di attività investigative, svolte soprattutto durante le prime luci dell’alba, in data 24 settembre u.s., i finanzieri della Tenenza di Vittoria hanno eseguito l’accesso presso l’impresa agricola, che ha permesso di individuare ben 44 lavoratori, tutti di nazionalità rumena, dimoranti tra Vittoria ed Acate, di cui 4 minorenni e 20 donne, alcuni totalmente “in nero”, altri in possesso di regolare busta paga, ma di fatto percepenti salari inferiori (dai 25 ai 30 euro al giorno per otto o più ore di lavoro).
Durante il controllo, tutti gli operai sono stati trovati a lavorare in condizioni igienico-sanitarie precarie, sprovvisti di adeguati dispositivi di protezione individuale, come ad es. guanti, mascherine ed altro materiale antinfortunistico. Si tratta di individui che per necessità sono disposti a svolgere qualsiasi lavoro a qualsiasi condizione. Tra l’altro, da sopralluoghi effettuati presso le abitazioni dei predetti, è stata riscontrata una situazione alloggiativa e igienica particolarmente degradante, in cui convivono fino a una decina di persone in spazi molto ristretti.
I “caporali”, assunti dal titolare come braccianti agricoli ma in effetti impiegati per la ricerca e la gestione del personale, percepivano, oltre allo stipendio, anche 2-3 euro al giorno del compenso giornaliero spettante a ciascun lavoratore a titolo di rimborso per il servizio di trasporto dalle abitazioni al lavoro e, sempre dietro ulteriore compenso, si occupavano anche del vitto e del disbrigo di pratiche amministrative, utilizzando 3 furgoni che sono stati sottoposti a sequestro.
L’attività svolta dalla Fiamme Gialle, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Gela, ha permesso di denunciare i 5 soggetti per violazione delle norme a tutela del lavoro, con l’aggravante dello sfruttamento delle donne e dei minori, nell’ambito dell’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, nonché nella tutela del lavoro dei bambini e degli adolescenti.
A breve verranno approfonditi gli aspetti di natura fiscale, contributiva e assistenziale, al fine di accertare in capo ai responsabili eventuali indebite percezioni di indennità di disoccupazione e/o altri sussidi a danno del bilancio pubblico.
Tra gli obiettivi del Corpo vi è quello di prevenire e reprimere il fenomeno del lavoro in nero e irregolare, di cui si avvalgono le imprese la cui “presunta competitività” si fonda sul mancato rispetto delle norme, sull’abbattimento dei diritti e sulla riduzione illecita del costo del lavoro, praticando, di fatto, una concorrenza sleale ai danni di quelle aziende sane, che operano nel rispetto degli standard di sicurezza e di dignità del lavoro.

Redazione
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