Attualità Ragusa 07/10/2015 19:13 Notizia letta: 3086 volte

Cuttitta: il mio parroco era don Pino Puglisi

Il neo Vescovo e l'impegno antimafia
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Ragusa - Il nuovo Vescovo di Ragusa, monsignor Carmelo Cuttitta, ordinato oggi pastore della Diocesi iblea, ha una storia intensa alle spalle. 

Quando Papa Benedetto lo nominò Vescovo, quattro anni fa, Carmelo fu il Vescovo più giovane d'Italia: aveva 49 anni. 

"Seguo l'esempio di Padre Puglisi - ha detto Cuttitta - che è stato il mio parroco. Mi inspirerò a lui seguendo il suo cammino".

"Ringrazio Papa Francesco e porto come me il grande bagaglio di esperienza che ho acquisito sul campo. So che devo accogliere nel mio cuore il mio nuovo popolo e ho già cominciato a pregare per esso che è la mia famiglia e la mia comunita'. Porto con me ciascuno di voi. Porto con me il ricordo di padre Puglisi che è stato il mio parroco, che mi ha seguito spiritualmente, spero di essere evangelizzatore nella mia nuova diocesi come lo fu lui, con lo stesso zelo e donazione di vita".

Palermo. Il motivo della convocazione dell'arcivescovo Romeo, dunque era la nomina del nuovo vescovo di Ragusa Carmelo Cuttitta. Ma considerata l'urgenza della "convocazione straordinaria" e il mistero attorno a essa, l'attesa era cresciuta sulla possibile indicazione del successore dell'arcivescovo, che al compimento dei 75 anni, nel febbraio 2013, secondo prassi ha presentato le sue dimissioni. "Quanto resterò ancora a Palermo? Siamo nelle mani del Papa", ha risposto Romeo ai giornalisti. Così come dal pontefice "dipende la nomina del nuovo ausiliare".

"C'è grande gioia e viva gratitudine verso il Successore di Pietro che guarda ancora una volta al presbiterio di Palermo e, sceglie uno dei suoi membri. Nella fiducia che viene riposta nella sua persona, va letto tutto l'apprezzamento verso la comunità diocesana". Lo afferma il cardinale di Palermo Paolo Romeo, dopo la nomina del suo ausiliare Carmelo Cuttita a vescovo di Ragusa. "Non si può però nascondere che c'è anche una certa mestizia velata dal dolore - ha detto commosso l'arcivescovo - nel prendere coscienza che questa nuova designazione farà vivere ancora una volta al nostro caro Don Carmelo quanto Dio indicò ad Abramo: 'Esci dalla tua terra e va dove io ti indichero''. Ragusa è la terra che il Signore ti indica come tua ed i suoi abitanti sono il tuo popolo. Mestizia e dolore che ciascuno di noi sentirà in ragione dei rapporti che, attraverso il ministero, abbiamo intessuto con Te, don Carmelo, ma permettetemi di dire, che per me sono molto intensi e profondi".

I vincoli che legano la vita di don Carmelo alla Chiesa palermitana, "sono tali che sapranno certamente resistere alla distanza di luogo e allo scorrere del tempo. Per questo, carissimo don Carmelo - prosegue Romeo - sii certo che sempre ti accompagnerà l'affetto e la preghiera di questa Chiesa particolare che ti è madre, anche nei momenti più difficili dell'esercizio del ministero che oggi il Papa Ti confida. Da parte mia, con immensa gratitudine per tutti i Tuoi sacrifici e la Tua dedizione nell'aiutarmi a governare questa amata e santa Chiesa di Palermo, ti accompagnerò sempre da vicino con grande affetto e sincera riconoscenza".

Redazione