Attualità Ragusa 07/10/2015 11:23 Notizia letta: 2016 volte

I Di Viola Minimale: Niente fascino

Indie rock
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Ragusa - Il loro ultimo album si chiama “Niente fascino” ma in realtà ascoltandolo una certo interesse lo suscita. Stiamo parlando di una storica band ragusana, i Di Viola Minimale: nati nel 2004, tre album prodotti e un EP, la band ha attraversato diverse fasi e ha cambiato spesso formazione. “Niente fascino” è il loro ultimo lavoro, uscito il 17 aprile 2015: composto da otto tracce, classificabile come Indie Rock (anche se le etichette lasciano il tempo che trovano), ci si accorge subito di come il lavoro in studio sia stato eseguito in maniera molto scrupolosa e di come il gruppo abbia deciso di “svoltare” con canzoni dai testi decisamente più pragmatici rispetto agli album precedenti. La band è composta da Davide Cusumano (chitarra e voce) Andrea Sciacca (batteria) Giulio Di Salvo (chitarra), Gianpalo Cassarino (piano elettrico, tastiere e violino) e Salvo Pepi (basso). Abbiamo chiesto a Davide Cusumano alcune curiosità proprio in merito al suo ultimo lavoro.

Ci spieghi esattamente il significato del nome del vostro gruppo? Cosa vuol dire Di Viola Minimale?
“Quando ci siamo formati, nel 2004, abbiamo sin dal primo momento deciso di darci un nome atipico. Ci piaceva anche il colore viola, come valida alternativa al nero, mentre “minimale” si riferisce sia a noi stessi, sia ai nostri arrangiamenti”.

Siete attivi sulla scena musicale ragusana da tanti anni. Quali sono state le tappe più importanti del vostro percorso?
“Sono cambiate tantissime cose in questi anni. Abbiamo iniziato in due e oggi siamo in cinque ma abbiamo cambiato spesso formazione. Quella di adesso è più stabile rispetto al passato. Abbiamo suonato live in diverse città della Sicilia, partecipato ad alcune compilation e abbiamo prodotto diversi lavori: due demo che si intitolano “moltitudini” e “Lo stato delle cose”, mentre il nostro primo album è stato omonimo, “Di Viola Minimale”. Il nostro secondo lavoro, invece, si intitola “Ai margini del tempo, del suono, dei colori e della narcolessia”. Successivamente abbiamo prodotto un EP, “La dimora del colore” e, infine, nel 2015 è uscito il nostro ultimo album “Niente fascino”.

Parliamo proprio del vostro ultimo lavoro. In cosa si differenzia rispetto agli altri album?
“C’è da dire che ogni lavoro è sempre diverso rispetto al precedente. La novità dirompente di “Niente fascino” sono i testi. Prima di quest’album, infatti, erano piuttosto filosofici e introspettivi. Abbiamo deciso di dare un taglio diverso con quest’ultimo lavoro, con testi molto più pragmatici. Inoltre, gli arrangiamenti sono decisamente più carichi, considerando che adesso siamo in cinque. Questo è un album che ci ha fatto soffrire perché lo abbiamo registrato in più di un anno, sia per motivi tecnici che per motivi “personali”. Ma abbiamo deciso di cambiare rotta e alla fine è uscito ciò che noi volevamo”.

E’ un nome strano per un album…
“Proprio perché è un album più pragmatico, abbiamo deciso di dargli questo nome. Eravamo stanchi di fare filosofia perché a noi piace fare musica lasciandoci toccare da ciò che ci circonda e dall’ambiente in cui viviamo”.

Che genere di riscontro avete avuto?
“Abbiamo ricominciato a fare delle serate live e devo dire che il pubblico sta rispondendo positivamente”.

Che cosa avete in cantiere per il prossimo futuro?
“Sicuramente i live. Vogliamo suonare molto di più rispetto agli anni scorsi. Sto iniziando a scrivere già qualcosa per un eventuale prossimo album. Io mi occupo della composizione dei testi e delle musiche, ma i pezzi vengono arrangiati da tutti”.

Irene Savasta