Economia Milano 07/10/2015 12:10 Notizia letta: 3915 volte

Il cioccolato modicano brucia la concorrenza a Expo

Si vendono tra le 2000 e le 2500 barrette al giorno, e costituiscono il 40% del fatturato di tutto il cluster
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Milano - L’esposizione Universale di Milano, meglio conosciuta come Expo 2015, è un evento che si caratterizza per l'organizzazione di riflessioni attorno a un tema che per quest'edizione è “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.

Sono chiamate a confrontarsi sull'argomento le tecnologie, l'innovazione, la cultura, le tradizioni e la creatività legati al settore dell'alimentazione e del cibo. Ogni paese ha la possibilità di mostrarsi attraverso un padiglione nazionale, oppure attraverso la presenza all’interno di “cluster”, aree tematiche organizzate intorno a un’identità tematica o filiera alimentare. L’aerea espositiva dell'edizione di Milano 2015 è organizzata intorno all’incrocio di due assi perpendicolari che richiamano le due strade principali delle antiche città romane, il cardo e il decumano.

I paesi internazionali si affacciano sul decumano, mentre le regioni d’Italia si affacciano sul cardo. L’Italia infatti, in quanto paese organizzatore, ha avuto la possibilità di mostrarsi non solo attraverso il padiglione Italia, ma anche attraverso la presenza delle Regioni, la porzione geografica minima a potersi presentare. Tra le pochissime eccezioni di questa regolamentazione, nel cluster dedicato al Cioccolato e gestito da Eurochocolate, le tre città italiane signore del cioccolato, Modica, Perugia e Torino, hanno unito le forze e si sono strutturate insieme. Nello spazio comune concepito come una giungla, a ricordo dei luoghi in cui il cacao viene coltivato, ogni giorno è possibile assistere a numerosi eventi in un’area che guarda direttamente sul decumano, dove lunghe sedute disposte a ventaglio accolgono il pubblico per gli spettacoli. Lo spettacolo più ripetuto, più seguito, più curioso, è la produzione in diretta della tavoletta di cioccolato modicano per mano del pasticciere Pietro Celestre. La degustazione della tavoletta la cui ricetta discende dagli antichi aztechi incuriosisce il parterre che non è abituato a un sapore così particolare, grezzo, e autentico del cioccolato. Pietro spiega la lavorazione a freddo, scioglie il cioccolato con mano veloce, aggiunge lo zucchero, batte il preparato negli stampi, e mentre per qualche minuto il cioccolato riposa in frigo prima della degustazione, racconta di Modica, del cioccolato, degli spagnoli, degli aztechi, e di tutte le benefiche proprietà del cioccolato. Accanto a lui lo scultore Antonio Licitra, collaboratore della Zecca dello Stato, in religioso silenzio scolpisce le sembianze di una bambina su un blocco di cioccolato.

L’iniziativa serve a testimoniare il tentativo del consorzio del cioccolato modicano di far entrare il proprio prodotto all’interno della dieta mediterranea, grazie alle numerose proprietà nutrizionali della cioccolata di ricetta azteca e all’assenza di ingredienti al di fuori di pasta amara di cacao e zucchero.

La città di Modica ha una posizione privilegiata nel cluster, non solo perché apre le fila delle città italiane del cioccolato, ma anche perché la curiosità destata dalla lavorazione in diretta della cioccolata ha fatto impennare la vendita del cibo degli dei modicano.

Pietro, dopo ogni degustazione, mostra il punto vendita, e migliaia di persone vi si riversano, e la cioccolata modicana arriva a vendersi a 98 euro al chilo. Si vendono tra le 2000 e le 2500 barrette al giorno, e costituiscono il 40% del fatturato di tutto il cluster del cacao di Expo. Della vendita il 50% del ricavato va ai produttori delle barrette, il 12% a Expo, il restante a Eurochocolate. Numeri importanti, grazie alla promozione dell'amministrazione di Modica e grazie a Pietro, ambasciatore del cibo degli déi sul palco internazionale dell’Esposizione Universale di Milano del 2015.

Redazione