Attualità Scicli 10/10/2015 15:12 Notizia letta: 2420 volte

Gli ex di Scicli cercano la multa di 232 mila euro

E non la trovano
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Scicli - «Indiscrezione giornalistica» non è il termine esatto se riferito alla sanzione di 232 mila euro (e non 234 mila) comminata al Comune per il mancato raggiungimento della soglia del 36% su asilo nido e impianti sportivi. A utilizzarlo è l’ex consigliere comunale del Pd Marco Causarano che, sicuramente per una svista o perché troppo impegnato, non si è accorto delle determinazioni dalla Commissione straordinaria con i poteri del sindaco n. 14 (impianti sportivi) e n. 15 (asili nido) adottate lo scorso 29 settembre e pubblicate sul sito del Comune. Un computer e una calcolatrice possono dare a Causarano e ai giornalisti che gli chiedono chiarimenti in merito, tutte le risposte logiche e deontologiche utili a capire e, magari, a scrivere la cifra correttamente pubblicata su «La Sicilia» nell’articolo dello scorso 6 ottobre giornale.
«La delibera 164 del 12/09/2014, proprio quella che determinava le tariffe sui servizi a domanda individuale prima del bilancio 2014, - enuncia Causarano - reca il consueto parere di regolarità tecnica del Settore Finanza. Di certo c’è anche che il parere dei revisori dei Conti del 30 settembre 2014 attesta proprio quel dato, secondo cui è rispettata la soglia del 36%, come vero. Infatti, il parere allo strumento finanziario dei contabili fu favorevole». Stessa distrazione e impegni hanno forse fuorviato l’attenzione dell’allora consigliere Causarano che dice il vero citando il bilancio preventivo, il falso a leggere il bilancio consuntivo. E giusto per non perdere troppo tempo, basta leggere da pag. 79 in poi della «Relazione tecnica al conto di bilancio 2014» per capire la differenza tra un bilancio ipotizzato e uno realizzato.
«Non è più possibile continuare questo stillicidio quotidiano - incalza Causarano - che gioca tutto sul detto e non detto, talvolta fondato su comunicati equivoci, altre volte neanche su quello. In mezzo i cittadini che non capiscono, e uno stato di informazione troppo confusionario. Ecco perchè sarebbe necessario che i Commissari comunicassero di più con la città e che lo facessero “mostrando le carte”, con gli atti ufficiali e senza clamore. Altrimenti è il caos». E come non essere d’accordo con l’ex consigliere comunale Marco Causarano? Potrebbe essere una buona idea mostrare ai cittadini le carte e gli atti che attestano cos’ha fatto quel Consiglio comunale di cui ha fatto distrattamente parte, oggi e fino a prova contraria sciolto per infiltrazioni mafiose. I commissari parlano ai cittadini con i mezzi in loro possesso. E nei loro mezzi e per ovvie ragioni di oppurtunità nonché come previsto dalla legge, non è né potrebbe essere incluso il dialogo con alcuno dei componenti il civico consesso che sono chiamati a sostituire.

La Sicilia 

Franca Antoci