Attualità Scicli

Barbara Bacci, fra Clooney e Tony

Sarà Irina, badante ucraina

Scicli - Barbara Bacci, ravennate, attrice.
Sul set di “Quel bravo ragazzo”, in lavorazione a Scicli in questi giorni, a vederla coi capelli cotonati, un po’ vintage, non la si riconosce: barocca e stucchevole.
Ex danzatrice, 23 anni trascorsi a Montreal, in Canada, dopo una parentesi londinese, parla cinque lingue ed è candidata al sesto idioma, il siciliano.
In Italia ha recitato ne “L’aquilone di Claudio”, per la regia di Antonio Centomani, “Il ragazzo della Giudecca”, sulla vita del cantante neomelodico Carmelo Zappulla (nel cast anche Giancarlo Giannini), “Il mondo di mezzo”, di Massimo Scaglione e ora in “Quel bravo ragazzo”.
“Stavolta interpreto Irina, badante ucraina. Parlo il russo e sono uno dei personaggi del film di Enrico Lando. Certo, vengo da una formazione diversa da quella del mio compagno nella vita, Tony Sperandeo, io sono di scuola attoriale anglosassone. In Canada non si parla, si sussurra. Qui in Sicilia è diverso. Sto imparando la vostra lingua, cerco di rubare dallo spontaneismo di Tony. La sera, quando prepariamo il copione per la posa del giorno dopo, litighiamo, anzi, lui litiga con me, perché abbiamo un modo diverso di prepararci alla recitazione. Qui prevale la fantasia, la creatività, l'originalità. Oltreoceano tutto è preparato e programmato, millimetricamente.
Ad ogni buon conto, in questo film io e Tony non entriamo mai in relazione fra noi, le nostre storie non si incontrano”.
Barbara ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo della recitazione in Canada. Ballerina di danza classica, poi di contemporanea, donna mora, carnosa, mediterranea, ha lavorato nel telefilm “Confessioni di una mente pericolosa”, per la regia di George Clooney. Doppiatrice, per dieci anni conduttrice televisiva e radiofonica in Canada, è personaggio poliedrico e mimetico.
Una esperienza a Toronto con Paolo Virzì nel film "My name is Tanino", i suoi riferimenti americani sono Allen e Scorsese. E in Italia? “Tornatore e Sorrentino”.
Si concede una pausa durante la lavorazione del film, inscenando un siparietto di finto litigio col compagno di vita Tony Sperandeo, che non esita a definirsi “siciliano e perciò geloso”.
Nel film di Enrico Lando sarà un personaggio eccentrico e un po’ buffo, con la tipica cadenza, nella pronuncia, di una donna dell’est, la cui presenza è familiare nella vita degli italiani.

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