Cultura Cartoni animati 17/10/2015 21:22 Notizia letta: 7049 volte

Lady Oscar era gay?

Grande festa alla corte di Francia
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"Ma Lady Oscar era gay?".

La domanda può sembrare piuttosto strana ma in realtà ha appassionato per decenni migliaia di fan e ancora oggi costituisce oggetto d'indagine da parte di tanti estimatori dell'eroina atipica degli anime anni '80. Basti considerare che sono tantissimi i forum dedicati agli anime e ai manga, sia del passato che del presente, e domande come queste spesso generarono discussioni anche piuttosto infuocate fra i fan. Cercheremo di affrontare la questione in maniera "scientifica" e con dati alla mano, cercando anche di addentrarci di più in questo mondo così particolare che ad una prima occhiata superficiale può apparirci lontano e ameno, ma che in realtà, visto che tutti sanno almeno per sentito dire chi sia Lady Oscar, vale la pena condurre una piccola indagine più approfondita.

La storia la conoscono tutti: Oscar, la figlia minore del generale Jarjayes viene cresciuta per volere di quest'ultimo come un uomo fino a diventare alla tenera età di 14 anni capo delle guardie reali di Maria Antonietta.

In Italia l'anime è arrivato nel 1982 e ha cambiato le nostre vite.

Il pubblico italiano era abituato, fino a quel momento, o a vagonate di buoni sentimenti, magari con intenti potentemente didattici, come Heidi o Ape Maia, o ad eroine smielate tipo Candy Candy, oppure al genere robottone (mecha) tipo Mazinga, Daitarn 3 o Jeeg. Al massimo, chi guardava gli anime delle TV private, seguiva eroi prettamente maschili che tentavano di salvare il mondo come Ken il guerriero. Era la prima volta, infatti, che una donna (anche se cresciuta come un uomo), poteva essere equiparata per forza fisica, volontà e storia a un vero e proprio eroe.

In Italia, com'è noto, quasi tutti gli anime che passarono dalle reti Mediaset vennero pesantemente censurati, tagliati o rimaneggiati. Anche Lady Oscar subì lo stesso triste destino: dialoghi riscritti o appiattiti e scene censurate. Soprattutto, il doppiaggio italiano ha tolto all'originale ambiguità del personaggio di Oscar qualsiasi segreto. Sin dall'inizio, infatti, tutti si rivolgono a lei come "Madamigella", cosa assolutamente non presente nell'originale manga, scritto da Riyoko Ikeda nel 1972. Qui, l'identità di Oscar è un segreto, infatti i personaggi si rivolgono a lei chiamandola "Signore" o "Colonnello" oppure semplicemente "Oscar".

E torniamo allora al quesito che ci siamo posti in origine: Lady Oscar era gay? La risposta è: no.

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Pur essendo e restando un personaggio ambiguo e pur facendo sospirare le dame di corte al suo passaggio (che in Italia viene giustificata come una semplice ammirazione) e pur facendo sussultare il cuore della fastidiosa e piagnucolosa Rosalie, Oscar rimane un personaggio eterosessuale sempre durante tutta l'intera vicenda. Pur essendo cresciuta come un uomo e pur vestendosi sempre (tranne una volta) da uomo, si innamora di due uomini: prima del conte di Fersen e poi del fido Andrè. E chi non si ricorda, infatti, la scena in cui prima Andrè gli strappa via i vestiti in un momento di follia? Follia che Oscar ricambia solo alla fine dell'anime, quando in un boschetto magicamente si allungano capelli e si vedono luci soffuse all'orizzonte, intuendo una scena d'amore in atto fra i due. Scena che è stata quasi sempre censurata durante la messa in onda sulle reti nazionali, anche se poi in alcuni adattamenti è stata ripristinata.

Lady Oscar, dunque, é eterosessuale e su questo non ci sono dubbi. Resta comunque un personaggio che ha fatto storia non solo per i motivi che abbiamo già detto, ma anche perché il manga è stato un precursore del genere "Yuri", termine che in gergo tecnico indica un anime o un manga con espliciti riferimenti al lesbismo. Lady Oscar, infatti, contiene soltanto alcuni elementi, mai esplicitati tra l'altro, ma non appartiene a questo genere, pur essendo diventata un'icona fra gli otaku amanti del genere Yuri.

"Versailles No Bara" (le rose di Versailles, questo è infatti il nome originale del manga), viene classificato come shojo, cioè come un manga per pubblico femminile adolescente e non come Yuri. Al massimo, qualcuno lo ha catalogato come Gender Bender, termine che indica la trasgressione del comportamento sessuale previsto, ad esempio il travestitismo. Ma attenzione: il Gender Bender presuppone comunque che il personaggio sia ben conscio della proprio identità sessuale, tuttavia giochi molto per fini parodistici sulla propria identità. Un esempio classico di questo tipo è il manga e anime Ranma 1/2. Ranma Saotome, ragazzo adolescente di 16 anni, infatti, è eterosessuale, ma causa di una maledizione si trasforma in ragazza ogni volta che viene a contatto con l'acqua fredda. Questa "ambiguità", chiamiamola così, di alcuni personaggio visti in anime o manga, è molto accettata in Giappone, nel senso che è ritenuta naturale durante l'adolescenza perché i ragazzi (maschi o femmine che siano), possono confondere la semplice ammirazione per qualcosa di più. Un po' come succede con i fenomeni degli Idol. Ma tutto ciò è relegato al mondo giovanile, non ha nulla a che vedere con le scelte che poi verranno fatte da adulti.

All'epoca della messa in onda (e prima ancora durante la pubblicazione del manga), la stessa autrice ha raccontato di aver ricevuto telefonate in cui genitori scandalizzati chiedevano lumi. Pare che lo staff abbia risposto: "leggetevi tutta la storia fin dall'inizio". E in effetti la storia ha dato loro ragione, visto che Lady Oscar viene trasmesso ancora.

In Italia la sua ultima apparizione risale al 2014 su Italia 2 e nonostante siano passati decenni il suo fascino rimane invariato.

Irene Savasta