Cronaca Ragusa 19/10/2015 12:51 Notizia letta: 33853 volte

Ragusa, muore di parto a 23 anni

Il bimbo è in terapia intensiva
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Ragusa - E’ morta di parto, a 23 anni, Ana Bambarac, barista rumena, ricoverata giovedì per la manifestazione delle prime doglie al Paternò Arezzo di Ragusa.
E’ morta e non è ancora chiaro il perché. La giovane era stata ricoverata giovedì, e sabato notte aveva iniziato il travaglio per dare alla luce il secondogenito, un maschietto.
Alle 23,30 del mattino i sanitari hanno comunicato al marito che il neonato era stato trasferito in terapia intensiva. Il padre avrebbe intravisto per un attimo il bambino, cianotico in viso, subito dopo è entrato in sala parto, e qui ha perso i sensi dopo aver visto “solo tanto sangue e il vuoto”. Alle 4,15, la ferale notizia. Sua moglie Ana era morta. La coppia era molto conosciuta e stimata a Santa Croce Camerina, dove i due lavoravano.
Ana era dipendente di uno dei bar più conosciuti, luogo di ritrovo per tutti, il Mokambo. Era simpatica, allegra, sana, gran lavoratrice, e madre di una bimba di tre anni. In queste ore davanti al locale in un’apposita cassetta si raccolgono i soldi per organizzare il viaggio qui in Sicilia dei genitori della ragazza per assistere ai funerali. La magistratura ha sequestrato la cartella clinica, mentre dall’Asp si attende un’indagine interna per chiarire cosa è successo.
Affranti i datori di lavoro, domenica mattina: “È domenica, un giorno di festa. Almeno, di solito è così. Noi, invece, oggi ci siamo svegliati con lo sbigottimento nell’animo per via di una notizia che nessuno mai vorrebbe ricevere: la morte di una giovane mamma. Ana, nostra collaboratrice, proprio nell’atto di dare la vita al suo secondogenito, ci ha lasciati. Grande, il nostro cordoglio. Immenso, il dolore dei suoi familiari. Fortissima la pena per la sua primogenita e per il piccolo, che non avrà mai il bacio dolce della sua mamma. Ana era una di noi, la sua famiglia è la nostra famiglia, i suoi figli sono i nostri. In virtù di questo, tutto lo staff del caffè Mokambo ha deciso di dare un ultimo abbraccio ad Ana affiancando i suoi cari nell’esplicazione di quanto consueto in queste tristi circostanze. Abbiamo, quindi, avviato una raccolta fondi per le spese delle esequie della nostra amica. Intendiamo, inoltre, sostenere economicamente e moralmente questa famiglia nell’intraprendere un’azione legale al fine di capire se c’è stata negligenza nella triste vicenda.
Chi volesse darci una mano troverà una cassetta presso il nostro caffè. Ve ne saremmo grati. Per Ana, per i suoi bambini”.
Resta il tema del perché. Quali complicanze sono intervenute durante al parto, tali da condurre la giovane alla morte. Sarà l’azienda sanitaria a chiarire, e forse anche la magistratura. Mentre le preghiere di tutti sono rivolte ora in favore del piccolo figlio di Ana, sopravvissuto a un parto doloroso e tragico.

Alessia Cataudella
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