Lettere in redazione Scicli 21/10/2015 14:48 Notizia letta: 2921 volte

Ospedale Busacca, cronaca di una morte annunciata

Parla StartScicli
http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/21-10-2015/1445417574-0-ospedale-busacca-cronaca-di-una-morte-annunciata.png&size=668x500c0

Scicli - Sono giorni nei quali la positiva notizia relativa al bando per la gestione e l'avvio della piscina riabilitativa dell'Ospedale Busacca di Scicli si affianca alle polemiche scatenate dall'intervento di Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute, sulla sorte dell’ospedale stesso.

Il Ministero della salute e il Ministero dell'Economia hanno infatti bocciato il Piano della Rete Ospedaliera messo a punto da Lucia Borsellino e approvato nel gennaio 2015 e che prevedeva la formazione degli Ospedali Riuniti, nel caso ragusano: Modica-Scicli e Vittoria-Comiso. Per delle criticità riscontrate nel piano della Sanità Regionale la Lorenzin ha affermato che finiranno sotto la scure i piccoli ospedali tra cui quello di Scicli.

La bocciatura rischia inoltre di far saltare in aria il progetto di cinquemila assunzioni a concorso.

È naturale, la chiusura di un ospedale che per anni è stato fiore all'occhiello della sanità provinciale e regionale indigna l'intera città che dice: NO alla chiusura.

Fuor di polemica ma per correttezza filologica a noi di StartScicli corre l'obbligo di sottolineare che l'opera di disfacimento dell'ospedale Busacca di Scicli è iniziata circa 7/8 anni fa quando, a piccoli passi e talvolta in sordina, sono stati avviati i trasferimenti di medici, sono stati ridotti i posti letto e chiusi interi reparti; quindi prima ancora, o mentre, si metteva mano al Piano regionale che avrebbe portato all'accorpamento di presidi ospedalieri come quello degli Ospedali Riuniti Modica-Scicli. Di chi le responsabilità? Perché dunque i falsi trionfalismi e le soddisfazioni?

Fu così che, in barba al piano, venne dismesso il reparto cardiologia che alla fine dell'iter può contare sulla presenza di un solo medico.

Ortopedia, efficiente reparto che faceva numeri da Policlinico (dato che sono anche i numeri quelli contestati dal parere del Ministro della Salute in un calcolo costi/benefici abbastanza discutibile), venne inizialmente ridotto per quanto riguarda i posti letto per trasformarsi poi in un ambulatorio e per essere successivamente dismesso. Oggi per una consulenza in materia di ortopedia (anche un semplice consulto per una distorsione) il presidio più vicino al quale rivolgersi è Modica.

La chirurgia, che fino a due anni fa, da uno studio fatto dal CUTASS, risultava essere il primo reparto in provincia per numero e complessità di interventi di chirurgia biliare, ad oggi può occuparsi solo di piccoli interventi in Day Hospital e Day Surgery, ha visto diminuire il numero di posti letto drasticamente negli anni scorsi, sino ad arrivare alla quasi totale inattività.

Occorre precisare che dal 95 fino ai primi anni 2000 il reparto di chirurgia ospitava il Dott. Giorgio Giannone, il quale veniva a prestare la sua professionalità per un reparto di una cittadina di 25.000 abitanti.

Paradossalmente a Scicli mentre si spendevano più di 10 milioni di euro per rinnovare le sale operatorie, realizzare un padiglione e costruire la piscina riabilitativa, i servizi venivano drasticamente ridotti secondo una logica inversamente proporzionale da approfondire nelle intenzioni.

Inoltre la realizzazione del nuovo Padiglione, quello adiacente al Pronto Soccorso, aveva come obiettivo primario quello di consentire l'accesso alla Radiologia dal Pronto Soccorso senza passare per l'esterno. Ad oggi se piove o se ci sono delle condizioni che sconsigliano un passaggio esterno per andare in radiologia è necessario uscire fuori dal Pronto Soccorso. E come se non bastasse facciamo presente ai lettori che le lastre destinate alla consulenza specialistica non vengono valutate dal personale del PS ma vengono trasferite ai medici dei reparti del Maggiore di Modica.

La domanda è, come mai sono stati investite somme così ingenti per migliorare una struttura che, già da qualche anno si sapeva destinata alla chiusura? Dove erano allora i nostri deputati che avrebbero dovuto vigilare sull'impiego delle somme destinate e pretendere che lo fossero per un miglioramento dei servizi non per la realizzazione delle ennesime cattedrali nel deserto o per il progressivo depauperamento dell'Ospedale Busacca?

StartScicli appartiene ad una generazione disillusa e poco disposta a mangiare la foglia (siamo in autunno giusto?) e, senza ricorrere a demagogia e indignazione da manuale, siamo fermamente convinti che la battaglia per evitare il disfacimento dell'Ospedale di Scicli doveva cominciare ben prima, 4 o 5 anni fa quando si diede l'avvio alla prima smobilitazione dei posti letto.

Disillusi ma non disfattisti. La convocazione di assemblee pubbliche dove si sollecita la cittadinanza ad una lotta (in che termini e con quali mezzi poi?), in una battaglia già persa in partenza sembra ed è l'ennesima convocazione strumentale.

Disillusi ma non disfattisti riteniamo che però delle soluzioni sono ipotizzabili e possibili se ci sarà la volontà amministrativa prima e politica poi di garantire un diritto imprescindibile per la cittadinanza e per i paesi limitrofi.

Le soluzioni riguardano il potenziamento ed efficiente mantenimento dei presidi territoriali di assistenza (PTA) che ogni cittadino ha il diritto di utilizzare insieme a quelli così detti di Emergenza Urgenza i quali prevedono degli ambulatori del SSN che siano la diretta emanazione del Pronto Soccorso. Nello stesso tempo stiamo parlando di un potenziamento del Pronto Soccorso sciclitano rendendolo autonomo dal PS dell'ospedale Maggiore di Modica e al quale bisognerebbe affiancare traumatologia ortopedica, chirurgica e di medicina interna, (primo punto di intervento pediatrico?). La rete ambulatoriale consentirebbe il trattamento di emergenze in loco senza la oramai rituale spedizione del paziente a Modica dove tra l'altro per un codice Bianco o Verde ci sono periodi di attesa da 4 a 6 ore e il personale infermieristico e paramedico non riesce a gestire un bacino d'utenza che comprende anche Scicli poiché il Piano Nazionale, se ha ridotto in altre sedi, non ha potenziato un Ospedale nevralgico come il Maggiore.

StartScicli