Cronaca Ragusa 22/10/2015 23:53 Notizia letta: 6339 volte

Ana, effettuata l'autopsia

Gli esiti fra 60 giorni
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Ragusa - Le parti non hanno avuto nulla da contestare.

E' stata effettuata oggi pomeriggio l'autopsia sul corpo di Ana Bambarac, la 23enne rumena morta di parto tra sabato e domenica, dopo aver dato alla luce il secondogenito. 

Le parti sono da un lato il medico nominato dalla famiglia, dall'altro il medico legale nominato dall'Asp di Ragusa. 

La Procura ha nominato i suoi periti, due medici, Francesco Coco medico legale di Siracusa e Salvatore Corsello, primario di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale di Bronte. Le due professioniste ginecologhe in turno quando morì la donna all'ospedale Arezzo di Ragusa, cui è stato inviato l'avviso di garanzia hanno nominato, come consulente tecnico di parte, il medico legale Rosario Politi. La famiglia della giovane mamma ha scelto di nominare il ginecologo in servizio all'Ospedale di Vittoria, Giovanni Busacca.

L'Asp di Ragusa ha nominato un proprio medico legale, il dottor Giuseppe Iuvara, per fare “le opportune verifiche, e soprattutto avere informazioni di prima mano”.

Adesso periti e consulenti nominati dalla Procura hanno sessanta giorni di tempo per depositare la loro relazione. Tra le ipotesi prese in esame quella di un caso di trombosi, di un'embolia o di una tromboembolia, una patologia rara ma che puo' anche portare a morte in tempi molto rapidi e improvvisi. Al bar Mokambo di Santa Croce Camerina, dove la ragazza lavorava è stata promossa una raccolta di fondi per pagare il viaggio dalla Romania dei genitori di Ana e pagare le esequie.

La gravidanza 

Si sta cercando di capire, inoltre, in che maniera Ana sia stata seguita nell'arco della sua gravidanza, mesi che comunque i suoi congiunti continuano a definire “sereni”. I funerali e il rientro in Italia dei genitori di Alex, suo marito, sono stati finanziati da amici che hanno avviato una raccolta di fondi dal bar “Mokambo”, di Santa Croce Camerina, dove Ana ha lavorato dal 2008 al settembre del 2014. “I giorni passano, ma qui al Caffè il tempo pare essersi fermato – scrivono i colleghi del bar - Non c’è attimo in cui il nostro pensiero non sia rivolto ad Ana. All’incredulità e al dolore, si aggiunge forte quel senso di ingiustizia per una morte così inaspettata. Un fatto straordinario, però, ci conforta e sostiene: la grande solidarietà a cui stiamo assistendo in questi giorni. È un continuo via vai di gente che attraversa la soglia del locale, ci chiede della cassetta delle offerte, spesso dimentica persino di firmare il libro coi nomi e va via. Il tutto, in rispettoso silenzio, come a non voler turbare il sonno della nostra Ana. Giovani e meno giovani, italiani e stranieri, persone note e illustri sconosciuti si avvicendano senza sosta e tutti con lo stesso scopo: un aiuto per Ana e per i suoi cari. Non ci sono parole per esprimere la gratitudine che proviamo verso quanti stanno mostrando il lato migliore dell’umanità”. Anche a Marina di Ragusa, dove la ragazza viveva assieme alla famiglia, la comunità si sta adoperando per aiutare il marito di Ana e i loro figli. (Alessia Cataudella).

Redazione
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