Cronaca Vittoria 22/10/2015 01:28 Notizia letta: 2543 volte

Minacce a Paolo Borrometi, sequestrati computer in uso a criminali

Minacce di morte
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Vittoria - La Polizia di Stato – Squadra Mobile – ieri mattina ha proceduto alla perquisizione locale ed informatica di abitazioni e attività commerciali al fine di individuare gli autori delle gravi minacce rivolte al direttore del quotidiano on line “La Spia”.
La Squadra Mobile già da mesi indaga sulle ripetute gravissime minacce rivolte al giornalista, individuando i diversi autori delle condotte criminali.
A seguito delle continue minacce, sono state già effettuate decine di perquisizioni che hanno portato anche al sequestro di personal computer ed altri apparati informatici, con diretta ammissione degli indagati di quanto da loro commesso.
Per la tipologia di intervento effettuata dagli investigatori non era neanche possibile avere un atteggiamento diverso, in quanto trovati in alcuni casi in flagranza di reato mentre avevano ancora il profilo aperto ancora sul sito del quotidiano on line.
Nonostante l’ambiente criminale di Vittoria sia piccolo e le perquisizioni ed i sequestri fossero già stati comunicati a tutti i pregiudicati, le minacce persistevano a tal punto da diventare sempre più gravi, manifestandosi in modi particolarmente cruenti.
Da ultimo, gli uomini della Squadra Mobile di Ragusa, di Catania, personale del Commissariato di Vittoria e del Compartimento Polizia Postale di Catania, hanno effettuato perquisizioni domiciliari e informatiche a carico di L.V. e L.R. successivamente denunciati.
Considerata la mole di materiale da esaminare, si è proceduto al sequestro di computer, hard disk e smartphone, al fine di effettuare un attenta analisi dei contenuti.
Gli indagati hanno subito ammesso, considerata la presenza degli investigatori informatici, le loro responsabilità; forse per non perdere il possesso dei loro beni per il tempo necessario alle analisi informatiche o per qualche altro motivo, ma rimane il fatto che la Polizia di Stato ha reso edotti i due indagati delle loro responsabilità penali e del fatto che ne risponderanno davanti all’Autorità Giudiziaria.
Nonostante l’ammissione, gli indagati hanno commesso gravissimi fatti reato, sia per la gravità in se del reato stesso, sia per le modalità, dimostrando di avere marcata indole criminale.
Il reato di minacce di morte è già gravissimo, se poi viene commesso ai danni di chi esercita la professione di giornalista è ancora più grave, considerato che il loro obiettivo è quello di non far più esercitare liberamente la libertà di manifestazione del pensiero a danno di tutti i lettori e visitatori dei diversi siti di informazione.
Le perquisizioni ed i sequestri sono stati disposti dalla Procura della Repubblica Distrettuale Antimafia di Catania che è competente per i reati commessi da soggetti orbitanti in ambienti di criminalità organizzata o commessi con metodologie mafiose.
Adesso quanto in sequestro e quanto raccolto durante le indagini sarà vagliato dall’Autorità Giudiziaria per le valutazioni di competenza.

Redazione
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