Attualità Ragusa 23/10/2015 09:18 Notizia letta: 3403 volte

Il sogno di Ana

Il parto, la morte
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Ragusa - Avrà consumato i suoi abiti premaman a furia di accarezzarsi il pancione. Non vedeva ancora il suo visetto, ma per nove mesi lo ha immaginato, Ana, quello del suo bambino. Il cucciolo a cui non ha fatto mancare nulla, già prima che venisse al mondo. Quel maschietto che tanto ha desiderato, insieme al suo Alex, la giovane mamma lo ha amato anche di più quando ha scoperto che il fagottino che portava in grembo non era una femminuccia, come le era stato detto dai medici in un primo momento, ma un futuro piccolo uomo che, magari, da grande somiglierà a suo marito. Un fratellino per la loro bambina di quattro anni, che continua a frequentare la scuola materna di Marina di Ragusa nonostante la madre, da qualche giorno, non ci sia più. Che sogna di giocare col papà, col bambolotto nuovo di zecca e "mama", che la sua principessa l'ha sempre portata fiera in braccio, anche quando era più faticoso perché la pancia cresceva e i jeans si facevano più stretti. Stretti dei 3 chili e sei di felicità che, sabato notte, ha dato alla luce prima di spegnersi come la più candida delle fiamme. Ana Bambarac era vita, e chi le ha voluto bene non riesce ancora a pensare che tutto questo sia reale. I familiari e i colleghi del caffè Mokambo non si danno pace. “Quella telefonata ci ha raggelati – ammette la titolare del bar santacrocese Veronica Puccia, contattata dalla cognata di Ana, Joana, nel cuore della notte – non ci capacitiamo, e, tutt’ora, sembra di essere in un terribile incubo”. Veronica ammette che Ana era al settimo cielo quando ha saputo che sarebbe arrivato in casa un fiocco azzurro. Questa seconda gravidanza è stata lungamente cercata, gli amici del bar ricordano le volte che lo diceva. Non lavorava a Santa Croce dal settembre del 2014, poiché, dopo le nozze nel luglio dello stesso anno, si era trasferita con la famiglia a Marina di Ragusa, ma frequentava comunque l'esercizio ogni giorno. Lo confessava soprattutto nel periodo in cui il marito ha lavorato al Mokambo in qualità di “tutto fare”, e lei andava a salutare la cognata pasticciera. Voleva essere mamma “bis” a tutti i costi, anche quando la cicogna non voleva saperne di arrivare. Aveva il cuore colmo di gioia mentre quel bambino le cresceva dentro, facendole apprezzare perfino il cioccolato, prelibatezza che, nella sua terra di origine, la Romania, non è particolarmente ricercata, ma golosa per il nascituro, che ha spinto la ragazza ad una insolita doppia porzione di torta. “Già italiano prima di venire al mondo”, sussurrava tra un sorriso ai tavoli. Il termine mercoledì 14 ottobre, la corsa in ospedale giovedì, le prime doglie. Le apprensioni di futura mamma mai nascoste ai colleghi che, ora, fanno i conti con la tragedia e con la cassetta delle offerte per finanziare il funerale non abbastanza piena. Ma intanto i grazie sono dovuti “a coloro che hanno contribuito con spesa e doni”. Le mamme dell'asilo di Marina, dalla loro, hanno assicurato alla figlioletta buoni pasto per un intero anno, acquistando i blocchetti con fondi propri.
L'impegno degli amici è solenne, ed è quello “di onorare la memoria di Ana e di dare al piccolo, alla sorellina e al papà tutto il sostegno che meritano”.

Alessia Cataudella