Attualità Palermo 27/10/2015 11:52 Notizia letta: 8631 volte

Corrado Lorefice, prete di strada, Arcivescovo di Palermo

Habemus episcopum
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Palermo - E' il Don Luigi Ciotti siciliano. 

Papa Francesco volta pagina. E' stato dato oggi a mezzogiorno (in contemporanea a Palermo e in Vaticano) l'annuncio del successore del cardinale Paolo Romeo, dimissionario, come prassi, dal febbraio 2013, quando ha compiuto il 75esimo anno di età. Per la sede episcopale più importante di Sicilia, quella di Palermo, la scelta è caduta su un sacerdote da venticinque anni in prima linea nella lotta al racket della prostituzione e a sostegno degli emarginati: don Corrado Lorefice, parroco 51enne di Ispica, oggi prete di San Pietro a Modica. 

Un altro tassello della riforma di papa Francesco e della sua Chiesa non del potere, ma della misericordia e del servizio. Una figura, quella di Lorefice, per forma e contenuti vicina allo stile trasmesso alla Chiesa italiana dal Pontefice venuto dalla fine del mondo. 

Teologo molto stimato, Lorefice è autore anche di un libro su “Dossetti e Lercaro: la Chiesa povera e dei poveri” in cui analizza gli interventi del “progressista” cardinale di Bologna negli anni Sessanta in cui il porporato chiedeva con forza al mondo ecclesiale di tornare al Vangelo delle origini spogliandosi del lusso e della mondanità della corte papale. Temi e lotte oggi al centro del pontificato di Francesco. Una nomina, quella di Lorefice, che ha stupito lui stesso. “Quando la nipote gli ha telefonato per dirgli che lo avevano fatto arcivescovo di Palermo – racconta il fratello maggiore Michelangelo – lo zio prete gli ha risposto meravigliato: ‘Dove lo hai letto?’. Mio fratello non mi aveva detto niente e in famiglia siamo rimasti tutti molto stupiti di questa decisione del Papa”.

Il Comunicato del Vaticano 

Rinuncia dell’Arcivescovo Metropolita di Palermo (Italia) e nomina del nuovo Arcivescovo Metropolita

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi di Palermo (Italia), presentata dall’Em.mo Card. Paolo Romeo, in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.

Il Papa ha nominato Arcivescovo Metropolita di Palermo (Italia) il Rev.do Mons. Corrado Lorefice, del clero della diocesi di Noto e finora ivi Parroco di San Pietro e Vicario episcopale per la Pastorale.

Il comunicato di Monsignor Lorefice

Mi rivolgo a voi, cari fratelli e sorelle della Chiesa di Palermo,
con il cuore ancora pieno di stupore per l’inattesa nomina a vostro Vescovo. Quando il Nunzio apostolico in Italia, mons. Adriano Bernardini, mi ha convocato a Roma per confidarmi la scelta di Papa Francesco, ho immediatamente avvertito il senso della mia inadeguatezza. Ma fissando il Crocifisso che mi stava di fronte ho pensato subito alle parole di Paolo: «tutto posso in colui che mi dà la forza» (Fil 4, 13).
Sostenuto dalla grazia e illuminato dalla Parola del Signore, desidero corrispondere all’opera dello Spirito condividendo tra di voi e con voi un tratto del lungo e ricco cammino di fede, di speranza e di carità della nostra Chiesa di Palermo, convinto che l’edificazione della comunità dei discepoli di Gesù non è frutto di uno sfibrante attivismo, ma dell’azione dello Spirito. Nessuno nella Chiesa è costruttore, ma solo una pietra che Dio pone sulla pietra angolare che è Gesù Cristo (cfr. 1Pt 2, 4-8).
Vengo tra voi con il desiderio non di cominciare, ma di proseguire l’ardua ed esaltante giornata di lavoro – già avviata dai miei venerabili predecessori – nella prediletta vigna piantata dal Signore a Palermo. Attendiamo insieme, con pazienza, il frutto promesso a chi ha la ferma volontà di “perseverare sino alla fine” (cfr. Mt 24, 13), attraversando con umiltà e coraggio il vaglio e la purificazione delle inevitabili prove della storia. Portiamo alta insieme, con l’aiuto di Dio, la fiaccola della fede, custodendo l’anelito al compimento del Regno.
In questo compito mi sento particolarmente legato a tutti i presbiteri, a me carissimi, ai quali intendo dedicare, nel dialogo franco e leale, un ascolto attento, alimentato dalla comune obbedienza al Vangelo e dalla condivisione dell’unico pane eucaristico, sacramento di carità e di unità che Gesù ha lasciato come eredità preziosa ai suoi discepoli.
Ai diaconi, che saluto nel nome di Cristo servo, desidero porgere l’invito a mantenere vigile l’attenzione ai più piccoli, ai più poveri, agli ammalati, così da aiutare tutta la Chiesa ad abitare con verità le vie delle «periferie umane», con la chiara coscienza di «essere inviata soprattutto per i piccoli, gli umili, i poveri, per quelli ai quali si dà senza sperarne nulla (Lc 6, 34-35), senza poterne ricavare un aumento di potere» (G. Dossetti).
Ai cari seminaristi, quali discepoli di oggi e discepoli-presbiteri di domani, auspico di maturare, durante gli anni della loro formazione, il senso del dono totale e incondizionato della vita, sul modello del Signore e Maestro, che ci ha lasciato l’esempio perché ne seguiamo le orme (cfr. 1Pt 2, 21; Gv 13, 15).
Ai religiosi e alle religiose auguro di continuare a far risuonare nella Chiesa le note gioiose della profezia e della speranza, in accordo con la sinfonia dei carismi e dei doni che l’unico Spirito elargisce per il bene di tutti (cfr. 1Cor 12, 4-7).
Il mio paterno saluto va, inoltre, agli operatori pastorali e a quanti vivono e testimoniano la fede nelle nostre comunità parrocchiali e nelle diverse aggregazioni laicali. L’assiduo ascolto della Parola di Dio e la frazione del Pane eucaristico ci provocano a camminare insieme. È questo il significato profondo della parola “sinodo”: essere donne e uomini di fede che sanno ascoltarsi reciprocamente per «discernere le nuove strade che il Signore dischiude alla Chiesa» (Papa Francesco). Una Chiesa ministeriale sulla scia della proposta cristiana del Beato Pino Puglisi – che la provvidenza del Signore mi ha fatto incontrare e con il quale ho collaborato al Centro Regionale Vocazioni di Sicilia – attenta a promuovere e valorizzare tutte le vocazioni nello stile e nella prassi della diaconia, ovvero del servizio di chi sa di dover sempre scegliere di essere il più piccolo e il servo di tutti.
Poiché la condivisione del Vangelo non esclude nessuno, la nostra comunità diocesana promuoverà il dialogo con il mondo della cultura, specialmente con l’Università e con gli altri centri di ricerca e di studio. Prezioso sarà l’apporto della Facoltà Teologica di Sicilia nel mantenere alto il profilo di un confronto serio e arricchente con tutti: con ogni donna e ogni uomo di questa terra che diventa mia, con i fratelli di tutte le confessioni cristiane e di ogni religione. È mia ferma intenzione accogliere tutti, dialogare con tutti.
Ovviamente non possiamo ignorare, come comunità diocesana, la drammatica e dolorosa crisi che i nostri tempi stanno attraversando su più fronti. Contribuiremo a favorire una cultura dell’accoglienza, della legalità, della crescita del bene comune, contro ogni forma di potere oppressivo dell’uomo e del creato, insieme ai responsabili delle istituzioni civili e alle autorità militari, nel rispetto delle competenze e degli spazi di azione propri di ciascuno. Come insegna il concilio Vaticano II, nostra guida nelle scelte pastorali, «la missione propria che Cristo ha affidato alla sua Chiesa non è d’ordine politico, economico o sociale: il fine, infatti, che le ha prefisso è d’ordine religioso. Eppure proprio da questa missione religiosa scaturiscono compiti, luce e forze, che possono contribuire a costruire e a consolidare la comunità degli uomini secondo la legge divina» (Gaudium et spes, 42).
Nel salutare tutti con affetto, faccio mie le parole di S. Agostino: «nei vostri confronti siamo come pastori, ma rispetto al sommo Pastore siamo delle pecore come voi. A considerare il posto che occupiamo, siamo vostri maestri, ma rispetto a quell’unico Maestro, siamo vostri condiscepoli e frequentiamo la stessa scuola» (Esposizione sul Salmo 126).
Mentre vi chiedo un anticipo di comprensione e di indulgenza per i miei limiti personali, affido il mio ministero episcopale alla vostra preghiera e all’intercessione di Maria Santissima, di S. Rosalia, del Beato Pino Puglisi, perché la nostra Chiesa «resa salda nella concordia, ricolma di gioia nella passione del Signore nostro e, irremovibilmente certa della sua risurrezione, goda di ogni dono della misericordia divina» (Ignazio di Antiochia).

Noto, 27 Ottobre 2015

don Corrado Lorefice

Il curriculum 

Nato a Ispica il 12 ottobre 1962.
Nel settembre 1976 fa il suo ingresso nel Seminario Minore di Noto e frequenta la scuola pubblica iscrivendosi all’Istituto Magistrale “Matteo Raeli” della stessa città.
Dopo la maturità, nell’A.A. 1980/1981, entra al Seminario Maggiore di Noto che in quegli anni era ospitato presso il Seminario Vescovile di Acireale, e frequenta lo Studio Teologico S. Paolo di Catania.
Conseguito il baccalaureato in Teologia nel 1985, visto il brillante risultato, il Vescovo S.E. Mons. Salvatore Nicolosi lo invia a Roma, presso l’Accademia Alfonsiana, per com- pletare gli studi teologici, ospite presso il Collegio San Norberto dei Padri Premonstratensi. Dal gennaio 1988 a giugno 1988 presta servizio pastorale presso la Chiesa del Preziosissimo Sangue di Roma.
Ottenuta la Licenza in Teologia Morale nel 1988, viene ordinato diacono da S.E. Mons. Salvatore Nicolosi, presso la Cattedrale di Noto, il 26 settembre 1986 e presbitero, dallo stesso Vescovo, nella Chiesa SS. Annunziata di Ispica il 30 dicembre 1987.
Il 2 gennaio 1988 viene nominato Mansionario del Capitolo della Cattedrale per divenirne due anni dopo Canonico Maggiore.
L’1 ottobre del 1988 viene nominato Economo del Seminario Vescovile; nell’ottobre 1989 Vice Rettore del Seminario, incarichi che mantiene fino al settembre 2008. Curando, insieme al Rettore di allora, don Rosario Gisana, oggi Vescovo di Piazza Armerina, le significative esperienze della Scuola di Preghiera per i giovani della Diocesi, dei Campi Scuola Vocazionali per i giovani e gli adolescenti, l1l ottobre 1990 viene nominato Direttore del Centro Diocesano Vocazioni, mansione che gli è valsa una stretta collaborazione con don Pino Puglisi; successivamente diventa Direttore del Centro Regionale Vocazioni e Membro del Consiglio del Centro Nazionale Vocazioni dal 1997 al 2007.
Dall’1 novembre 1995 al 31 maggio 1996 Mons. Nicolosi lo nomina Amministratore Parrocchiale di S. Lucia di Mendola (Noto).
Nel settembre 2005 S.E. Mons. Giuseppe Malandrino lo nomina Direttore per la forma- zione dei Diaconi permanenti, incarico che mantiene fino al 2012.
Il 15 settembre 2008 viene nominato, da S.E. Mons. Mariano Crociata, Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano, incarico che mantiene fino al 2010. Il 17 gennaio 2009, lo stesso Vescovo lo nomina Amministratore Parrocchiale della Parrocchia Chiesa Madre - S. Pietro Apostolo in Modica.
Il 29 giugno 2010 S.E. Mons. Antonio Staglianò lo nomina Arciprete Parroco di S. Pietro e Vicario Foraneo del Vicariato di Modica e nel mese di ottobre 2010 lo nomina Vicario
Episcopale per il Clero, carica che mantiene fino al settembre 2014, quando viene nominato Vicario Episcopale per la Pastorale. L’8 novembre 2014 viene nominato dallo stesso Vescovo Parroco-Moderatore della parrocchia S. Paolo Apostolo in Modica.
Conseguita la Licenza all’Accademia Alfonsiana, ha insegnato Teologia Morale presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “G. Blandini” di Noto (dal 1988 al 2009), presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Acireale “S. Agostino” (dal 1994 al 2008), presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Metodio” di Siracusa (dal 2010 al 2013) e presso lo Studio Teologico S. Paolo di Catania (dal 1989 come docente invitato, dal 2010 ad oggi come docente incaricato).
Nel dicembre 2009 consegue il Dottorato in Teologia, discutendo la Tesi dal titolo La Chiesa e il mistero di Cristo nei poveri. G. Dossetti e la formazione del discorso sulla po- vertà tenuto al Concilio Vaticano II dal card. G. Lercaro.
È stato relatore in numerosi convegni teologici e pastorali, ha pubblicato articoli in riviste scientifiche e di testi teologici e pastorali, con un’attenzione particolare ai giovani, ai poveri e al Concilio Vaticano II. Tra le sue pubblicazioni figurano le seguenti monografie:
- Gettate le reti. Itinerario parrocchiale di preghiera per le vocazioni, Edizioni Paoline, Milano 2004;
- Dossetti e Lercaro. La Chiesa povera e dei poveri nella prospettiva del Concilio Vaticano II, Edizioni Paoline, Milano 2011;
- La compagnia del Vangelo. Discorsi e idee di don Pino Puglisi a Palermo, San Lorenzo, Reggio Emilia 2014.

  

Redazione
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