Cronaca Ispica 29/10/2015 11:52 Notizia letta: 8800 volte

Bomba d'acqua sommerge Ispica e Rosolini

Danni rilevanti in agricoltura
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Ispica - Una bomba d’acqua ha colpito ieri pomeriggio, fra le 16.30 e le 17.30 circa, la zona di Ispica. In particolare, i Vigili del Fuoco sono stati impegnati a soccorrere i passeggeri di un treno rimasto bloccato a causa dell’allagamento dei binari. Il convoglio locale, infatti, è rimasto bloccato sulla linea ferrata proprio perché l’acqua non è riuscita a defluire attraverso i normali canali di scolo. Tre squadre di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale insieme agli uomini del distaccamento di Modica, hanno lavorato fino a notte fonda per gestire l’emergenza: si sono registrati danni e allagamenti in garage e scantinati e sulla Statale 115, in particolare sul tratto di strada che collega Ispica a Rosolini. La Statale, infatti, è stata letteralmente invasa da detriti di ogni genere, fango, sassi e sterpi. Rallentamenti e disagi per tutti gli automobilisti fino a tarda sera ma per fortuna non si è registrato nessun incidente. Altri disagi si sono registrati per gli automobilisti in transito verso Pozzallo e Rosolini.

Le interviste

Agricoltori in ginocchi dopo lo straripamento del canale principale che attraversa l’ispicese. Colture completamente sommerse dall’acqua, dal fango e dai detriti: i danni sono ancora tutti da calcolare ma già ci si chiede a chi attribuire le responsabilità. Certo, non era prevedibile che una bomba d’acqua durata un’ora potesse abbattersi con tale violenza sul territorio. Ma gli agricoltori, comunque, si chiedono se il canale periodicamente venga depurato e se la manutenzione sia accurata. Carmelo Calabrese, imprenditore agricolo rappresentante dell’azienda Fonte Verde di Ispica, spiega: “Ieri pomeriggio sono caduti più di 100 millilitri di acqua in poco più di un’ora. E’ chiaro che è un evento quasi eccezionale ma è anche vero che lo straripamento del canale principale che attraversa tutto il bassopiano ispicese e che ha causato gravissimi danni in tutta l’area, è causato dalla cattiva manutenzione dello stesso. E’ chiaro che è vi è grossissima responsabilità degli enti preposti che non assolvono sicuramente alla propria funzione. Direi anche che io non darei eccessivo peso all’evento in sé perché periodicamente accade ma al posto dei dirigenti preposti qualche domanda me la porrei”. Opinione molto simile a quella di un altro imprenditore, Giuseppe Distefano, dell’azienda Fondo Miucia di Ispica: “Questa è una strage che per alcuni versi era stata annunciata perché nel giro di qualche decennio la mia azienda e le aziende limitrofe al canale di bonifica hanno subito dei danni notevolissimi alle colture. Le aziende agricole ormai sono al limite della sopportazione visto tutto il contesto nazionale e la crisi in cui versano a cui si aggiunge anche il danno creato dall’incuria e dall’imperizia di chi amministra la cosa pubblica”. Di chi sarebbero, dunque, le maggiori responsabilità? L’imprenditore spiega: “ A partire dalla Provincia Regionale di Ragusa che non ha curato e non cura la manutenzione dei canali provinciali perché da come si può vedere dalle immagini dentro i canali provinciali ci sono dei veri e propri alberi di carrubbo, di fichi, di rovi che impediscono il deflusso normale delle acque. Imperizia e incuria di chi amministra il consorzio di bonifica. Un altro aspetto molto importate da sottolineare: qualche mese fa avevo chiesto al consorzio di bonifica di capire una volta per tutte di chi è la responsabilità della manutenzione della pulitura dei canali principali. Loro asseriscono che hanno una responsabilità di una parte dei canali. Una parte dei canali, invece, è di competenza del Comune di Ispica una parte al genio civile. Però non ho certezza di questo. Ho chiesto da una quarantina di giorni un incontro con i funzionari del consorzio di bonifica per fare un sopralluogo per stabilire una volta per tutte di chi sono le responsabilità e di chi deve fare attenzione e provvedere alla manutenzione. Ancora aspetto una loro chiamata per avere l’appuntamento. Ripeto: le aziende non possono più sopportare periodicamente questi danni dovuti all’incuria: che la magistratura una volta per tutte o la Procura venga a indagare e a stabilire una volta per tutte di chi sono le responsabilità e di attribuire i danni di tutto a chi di competenza. Proprio in questi giorni sono arrivati a casa degli utenti consortili le cartelle del consorzio di bonifica per il pagamento delle valute riferito all’anno 2013 che in rapporto all’anno 2012 sono state aumentate del 330%”.  

Irene Savasta
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