Cultura Melbourne 05/11/2015 12:33 Notizia letta: 3788 volte

Siculish a Melbourne. Sarina Scarso

Mal di Sicilia
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Melbourne, Australia - La vita degli italiani emigrati è contraddistinta dal sentimento della nostalgia. Il siciliano, in particolar modo, vive un vero e proprio "mal di Sicilia", una malinconia costante della terra d’origine. Questi sentimenti hanno dato vita nelle terre di emigrazione a organismi comunicativi che nel tempo si sono affermati come i principali canali di divulgazione mediatica e culturale delle comunità italiane.

“Il Globo” è il giornale della comunità italiana in Australia. Da più di 50 anni documenta la vita della comunità e la informa dei fatti che accadono in Italia. Con una diffusione superiore alle 20.000 unità costituisce uno dei maggiori giornali in una lingua diversa dall’inglese in Australia. Dello stesso gruppo editoriale fa parte rete Italia, una radio che trasmette in Australia solo in italiano.

La SBS invece è una delle due radiotelevisioni australiane di Stato, insieme all’ABC. Fornisce da 36 anni servizi radio e televisivi multilingue che informano e intrattengono la società australiana multiculturale. La radio SBS trasmette in 74 lingue. Se per alcune lingue la frequenza di messa in onda è di un’ora a settimana, alla numerosa comunità italiana è riservato uno spazio di ben due ore al giorno.

A Melbourne inoltre esiste una Little Italy, una zona a prevalenza italiana situata sulla via di Lygon Street nel sobborgo di Carlton. E’ il luogo dove si trova la più grande concentrazione di ristoranti italiani di Melbourne. Ogni anno a novembre in Piazza Italia si tiene la Carlton Italian Festa, la festa della comunità italiana, che mira a mantenere e preservare le tradizioni italiane in Australia. Tutti gli appuntamenti della giornata di festa ruotano intorno alla cultura italiana e si organizzano concerti di musica con artisti provenienti dall’Italia.

La vita culturale di Melbourne non manca della presenza dell’Istituto Italiano di Cultura, massima istituzione culturale italiana, che organizza manifestazioni, spettacoli, serate di diversa natura in lingua italiana e inglese, e di realtà come il Museo Italiano di Melbourne, che oltre a testimoniare l’esperienza della migrazione italiana sottolinea il valore culturale delle tradizioni italiane, testimoniando gli esempi di quegli italo-australiani che hanno dato un forte contributo alla crescita economica e culturale dell’Australia.

Nella comunità italiana di Melbourne c’è una forte presenza di siciliani, in particolare provenienti dalle provincie di Ragusa e Siracusa. La comunità siciliana curiosamente parla un dialetto arcaico risalente a decine di anni fa, che per via della lontananza dalla terra d’origine non ha potuto aggiornarsi. La contaminazione tra dialetto arcaico e inglese ha determinato anche qui il fenomeno del siculish, la sicilianizzazione di parole e frasi della lingua inglese, elemento utilizzato narrativamente e linguisticamente ad esempio da Leonardo Sciascia e Carlo Levi in quei racconti che parlano del rapporto tra emigrati e terre d’origine. Per fare qualche esempio “U concritu”, dalla parola “concrete”, indica il cemento. “U Tracchettu” è un piccolo “truck”, camion. “Pusciare” deriva da “push”, spingere. La “sceva” è la doccia, “shower”. La “gemma” indica la marmellata, “jam”. Un po’ come negli States “business” diventa “bisinissi”, “job” diventa “giobbu”, e “car” diventa “carru”.

Il siciliano all’estero, in questo caso più in particolare l’emigrato ragusano a Melbourne, vive una costante e lacerante nostalgia della terra d’origine. Le opportunità che offre la terra dei canguri sono tali che nessuno di loro penserebbe mai di tornare a vivere nell’Italia della crisi attuale, soprattutto non dopo aver dato vita alle seconde e terze generazioni di italiani in Australia. Eppure il pensiero è sempre alla Sicilia, al quartiere d’origine, ai parenti in Italia. Leggono “Il Globo”, ascoltano Rete Italia e Sbs radio, si collegano a internet e leggono i giornali online italiani e ragusani. Fino a qualche anno fa ci si poteva permettere di chiamare casa in Italia una volta al mese. Oggi tornano a casa tutti i giorni, a 15.663 chilometri di distanza, con Skype.

Nella foto di copertina, la modicana Sarina Scarso, in costante contatto con la terra d'origine, grazie a internet. 

Sotto, suo marito, Giorgio Scarso legge Il Globo. 

Maria Concetta
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