Economia Ragusa 06/11/2015 11:21 Notizia letta: 2502 volte

Versalis, senza garanzie è sciopero generale

Chimica in svendita
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Ragusa - «Un confronto immediato con il Governo sul piano di cessione della chimica da parte di Eni. A chiederlo è stato il segretario provinciale della Uiltec per la macro area del sud est Sicilia, la federazione che rappresenta i lavoratori del settore chimico della Uil per le provincie di Siracusa, Ragusa e Gela (CL), Emanuele Sorrentino, nel consiglio nazionale di ieri tenuto a Roma che sta proseguendo oggi, con la convocazione urgente del coordinamento sindacale eni, assieme alle segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.
L'obiettivo è garantire il futuro degli otto siti italiani del comparto chimico di Eni, tra i quali Priolo e Ragusa dove lavorano 700 dipendenti.
Dopo l'incontro avuto la scorsa settimana tra i sindacati e l'amministratore delegato Claudio De Scalzi, in cui sono state confermate le indiscrezioni sulla volontà di trovare una partnership con un fondo di investimento per rilanciare il ramo chimico e la conseguente retrocessione o uscita dalla chimica, in modo definitivo, da parte di eni.
Centrale è il nodo legato agli investimenti da oltre 400 milioni di euro ancora da avviare da parte di Versalis per il petrolchimico di Priolo e il rafforzamento delle produzioni di Ragusa.
Adesso i sindacati chiedono anche che sia il Governo a convocare un vertice con l'azienda: salvaguardia dell'occupazione e conferma del piano industriale di Versalis, queste le due due condizioni indispensabili al fine di scegliere l’eventuale partner. «Chiediamo che Eni mantenga una quota di maggioranza in questa operazione - ha spiegato il segretario provinciale della Uiltec - evitando che avvenga un passaggio intero ad un fondo di investimento privato. È positiva la ricerca di una partnership per rilanciare il settore, ma la presenza con quote di maggioranza da parte di Eni deve essere garantita. Diversamente siamo pronti a manifestazioni di protesta già nelle prossime settimane».

ENI, POLITICA INDUSTRIALE. FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL: “ L'ENI INTENDE ABBANDONARE L'ITALIA”

La risposta del sindacato non si fa attendere: 2 ore di sciopero a livello territoriale. Il 28 novembre una grande assemblea pubblica nazionale a Roma con i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil Camusso, Furlan, Barbagallo

“Il piano ENI esclude in prospettiva il paese ed alcune importanti filiere industriali – dall'estrazione, alla raffinazione, alla chimica – con il rischio concreto di un disimpegno ed un secco ridimensionamento”: ad affermarlo sono i segretari generali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil Emilio Miceli, Angelo Colombini, Paolo Pirani nel corso della riunione del Coordinamento sindacale del Gruppo Eni che si è svolto oggi a Roma.
Nonostante le rassicurazioni ricevute nell'incontro di qualche giorno fa dall'a.d. di Eni, Claudio Descalzi, i sindacati vogliono vederci chiaro e chiamano in causa il ministero dello Sviluppo Economico e la Presidenza del Consiglio, non fosse altro perchè l'Eni non ha solo la missione di rappresentare la politica energetica dell'Italia nel mondo, ma le infrastrutture necessarie per fare chimica, esplorazione, produzione e distribuire idrocarburi in Italia.
“ENI, con il nuovo piano di riassetto, - insistono i tre leader sindacali - abbandona la chimica verde e la relega a fanalino di coda dell'Europa. Ancora una volta un'occasione perduta: si accumulano tagli nei processi di riconversione, insieme ad un abbandono di siti importanti come Porto Marghera, Porto Torres, Gela e alla stessa incertezza della prospettiva industriale di Saipem. Verranno azzerati in Italia – temono i sindacalisti - gli investimenti previsti, mentre l'interesse dell'Eni sembra rivolto esclusivamente ai mercati internazionali. Ciò deprimerà le politiche di ricerca e innovazione che un grande campo come la chimica verde necessita nella competizione internazionale e nella acquisizione di quote di mercato”.
In questo senso il coordinamento unitario Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil – insieme alle Segreterie nazionali -, nel chiedere un incontro urgente alla Presidenza del Consiglio, ha indetto per il 28 novembre a Roma una grande Assemblea pubblica nazionale di tutti i delegati del Gruppo Eni a cui verranno invitati i Presidenti delle Regioni, i Sindaci interessati, le Commissioni parlamentari Industria e Lavoro, le forze politiche. All'Assemblea nazionale interverranno i Segretari generali di Cgil, Cisl, Uil Camusso, Furlan, Barbagallo.
A tal fine, nei prossimi giorni, saranno indette in tutti i siti italiani assemblee informative attraverso la proclamazione di due ore di sciopero: eventuali ed ulteriori azioni di lotta saranno decise nell'Assemblea nazionale di Roma.

Redazione
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