Attualità Scicli 08/11/2015 14:02 Notizia letta: 14193 volte

Notificata al Comune la multa di 232 mila euro

Ovviamente, la notizia era vera
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Scicli - Duecentotrentaduemila, 10 euro e 41 centesimi (232.010,41). Tanto è costato il mancato adeguamento delle tariffe dei servizi comunali a domanda individuale del 2014. Il Dipartimento per la Finanza locale presso il ministero dell’Interno ha notificato, attraverso la Prefettura di Ragusa, la sanzione che porta la data dell’8 ottobre 2015.
Sì, proprio la multa che ha fatto inorridire gli ex consiglieri e gli ex assessori dopo che in città era scoppiata la polemica sulla scelta dei commissari straordinari di portare alle stelle le tariffe per l’utilizzo degli impianti sportivi e dell’asilo nido comunale quando era stata addirittura ventilata l’ipotesi di una sorta di manifestazione in pantaloncini e scarpette da ginnastica davanti al Comune. Sì, proprio la multa scaturita dal danno erariale procurato dalla cosiddetta «Giunta dei responsabili» al Comune che ha mantenuto troppo basse le tariffe dei servizi a domanda individuale nell’ultimo anno di amministrazione Susino. Sì, proprio la multa che ha determinato gli aumenti imposti dalla legge, dato che l’ultima gestione politica ha lasciato il Comune in pre-dissesto, per evitarne un’altra. Nel 2014, la «Giunta dei responsabili» non ha adeguato le tariffe e questo ha comportato una multa. Non «finanza creativa» come dicono gli ex, ma una sanzione da parte dello Stato in danno del Comune.
Ma come si calcola la multa? Secondo il testo unico degli Enti locali, nei Comuni in predissesto, qualora non venga realizzato un introito pari almeno al 36% del costo dei servizi a domanda individuale, l’ente inadempiente è soggetto a una sanzione pari all’1% dei primi tre titoli delle entrate del bilancio consuntivo dell’anno precedente. E nella fattispecie non è stata raggiunta la soglia del 36%. Quindi al Comune è stata comminata una sanzione sotto forma di minori trasferimenti.
L’aumento delle tariffe è conseguenza anche del buco lasciato dagli «ignari»amministratori in carica nel 2014. Comunque, la sanzione è adesso a disposizione di quanti ne vogliano fare richiesta in copia, all’ufficio Ragioneria del Comune. E mentre gli avvocati degli ex 13 consiglieri che hanno impugnato davanti al Tar il provvedimento di scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose si dicono soddisfatti per la sospensiva rigettata, per l’agognata rivelazione degli omissis e aspettano l’udienza di merito, confondono il ruolo dei commissari straordinari con quello dell’avvocato dell’Ente, Carlo Comandé. E’ lui infatti che, soprattutto a tutela dei dipendenti comunale coinvolti a vario titolo nell’inchiesta, si era opposto alla loro richiesta di istruttoria. Intanto la Corte dei Conti ha chiesto chiarimenti sui gettoni di presenza percepiti da Commissioni comunali.

La Sicilia 

Franca Antoci