Attualità Ragusa 14/11/2015 20:59 Notizia letta: 2971 volte

Il canto di Francesca

Cantastorie catanzarese
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Ragusa - Il canto che esalta il ruolo delle donne, un salto indietro di 2500 anni alla riscoperta della lingua grecanica ed ancora le storie delle brigantesse calabre, le stragi dei contadini che volevano coltivare le terre. Un concerto appassionato quello di Francesca Prestia, «'a cantastory» catanzarese che ieri sera ha aperto la seconda edizione della rassegna musicale “Caféine mon amour” al caffè letterario “Le Fate” di Ragusa. Un omaggio alle donne, un tributo a tutti i cantastorie, un elogio alla propria terra e alle sue illustri origini. Musica e parole, narrazione e canto, protagonisti della serata grazie all’esibizione dell’apprezzata cantastorie calabrese che ha portato in scena lo spettacolo «Fimmini d’u Sud». Un viaggio in una terra straordinaria, dalle mille sfumature, storie di ieri e di oggi, ripercorse anche attraverso la lingua, passando dal dialetto stretto al grecanico. Il concerto si è aperto con il brano dedicato alla storia di sei donne uccise dalle mafie: Rita Atria, Lea Garofalo, Maria Concetta Cacciola, Rossella Casini, Ilaria Alpi, Francesca Morvillo. Il canto della Prestia è un canto di denuncia e riscatto, di liberazione, di racconto duro, durissimo ma al tempo stesso veritiero. Come per la ballata dal titolo “La strage di Casignana” che racconta, anche in memoria delle contadine Giuditta Levato e Angiolina Mauro, l’eccidio dei contadini in rivolta che chiedevano solo di coltivare la terra, o ancora la contrariata storia delle brigantesse della Calabria, Generosa Cardamone, Francesca La Gamba, Filomena Pennacchio e Michelina De Cesare, donne che cambiano ruolo per fermare le ingiustizie subite. Una colorata tarantella “Mo’, sugnu brigantessa” è la denuncia contro le sopraffazioni. Ma durante lo spettacolo c’è spazio per le canzoni d’amore come quella intitolata “I Agàpi, pirìa tu Thiù!”, in lingua greganica, portata in duetto con Vecchioni a Musicultura, o ancora la tarantella dedicata alla storia della giovane Melusina che simbolicamente rappresenta la bellezza della terra calabra, così come è legata all’amore anche la canzone dedicata alla Regiona di Bova, regina dei Narizi giunta in terra calabrese dall’antica Grecia. Una ricerca attenta e scrupolosa, quella svolta dalla cantastorie Francesca Prestia, che tra gli appalusi del pubblico conclude il suo spettacolo a Ragusa con la celebre “Ballata di Lea”, per ricordare la coraggiosa donna che sfidò la ‘ndrangheta. La Prestia era entrata in scena indossando una bellissima maschera in ceramica raffigurante Nosside, poetessa greca antica di età ellenistica. Una scelta voluta per ricordare le radici magnogreche del Sud Italia raccontate nel suo progetto musico-culturale. Ad aprire la serata sono stati il direttore artistico della rassegna, il cantautore Carlo Muratori e la direttrice del caffè letterario “Le Fate”, Alina Catrinoiu. Entrambi hanno ricordato brevemente la programmazione della nuova rassegna che per questa edizione vedrà straordinari artisti protagonisti della “ora della ri-creazione al gusto musicale del caffè”. Il prossimo appuntamento è decisamente una chicca. Sarà lo stesso direttore artistico Carlo Muratori a presentare in anteprima assoluta per Ragusa il suo nuovo disco dal titolo “Sale” che uscirà a fine novembre. Un appuntamento dunque assolutamente da non perdere. Prenotazioni e informazioni presso “Le Fate”, caffè letterario diretto da Alina Catrinoiu, in via Sac. G. Di Giacomo 20, Ragusa; Tel.: 0932 1846467 - Cell. 3272613917. Ingresso 10 euro.

Redazione
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