Cultura Cartoni animati 14/11/2015 20:44 Notizia letta: 4879 volte

Manga, il triangolo no

E’ quasi magia Johnny
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Il triangolo amoroso è sempre stato uno dei temi preferiti in anime e manga di genere shojo. Ma esiste un manga e un anime che più di tutti ha rappresentato questo topos letterario, anche se è uno shonen di genere sentimentale: stiamo parlando di Kimagure Orange Road, scritto da Izumi Matsumoto. Probabilmente, a molti in Italia il titolo originale non dirà nulla. Più nota, infatti, è la versione mediaset, chiamata “E’ quasi magia Johnny”, trasmessa per la prima volta nel nostro Paese nel 1987. Ed è stata un successo, nonostante le censure ridicole e i nomi improbabili dati ai personaggi, visto che a quasi trent’anni dalla sua prima messa in onda riesce ancora ad avere un seguito incredibile ed è ricordato dai fan di tutto il mondo come uno degli anime più belli mai trasmessi. Per fortuna, esiste una versione non censurata che è stata trasmessa sul canale SKy Man-Ga, ridoppiata con i nomi originali e senza censure.

La storia è piuttosto semplice: un ragazzo di nome Kyosuke Kasuga (Johnny), si innamora a prima vista di una ragazza, Madoka Ayukawa (Sabrina), anche se non disdegna le attenzioni di Hikaru Hiyama (Tinetta). Il finale è scontato. Ma allora, per quale motivo questo shonen ha avuto un incredibile successo?

Kimagure orange road (abbreviato dai fan in KOR), non è solo la storia di un ragazzo conteso da due ragazze: KOR è anche il racconto di un’adolescenza come mai si era vista prima di allora. Ed è anche la storia di un’amicizia. Rispetto ad opere coeve, come ad esempio quelle della Takahashi, ha un numero relativamente ristretto di personaggi e il protagonista, Kyosuke Kasuga (il Johnny italiano), pur avendo dei poteri ESP (poteri paranormali), non è il vero fulcro della vicenda. La co-protagonista femminile, infatti, è forse rimasta molto di più nell’immaginario collettivo: Madoka Ayukawa (Sabrina), risulta essere un personaggio tanto affascinante quanto complesso. E’ lei il motore immobile di tutta la vicenda. Bellissima, indipendente nonostante abbia 15 anni, con una brutta fama fra i compagni di classe a causa delle sue losche frequentazioni, tanto da essere appellata come “Madoka la stilettatrice”, conquista il cuore dell’ingenuo Kyosuke dopo avergli regalato un cappello di paglia rosso. S’incontrano alla fine di una scalinata, litigano sui numeri dei gradini, si accordano per “novantanove e mezzo” , Kyosuke le afferra il cappello portatogli via da una folata di vento e lei glielo regala. Da allora, il protagonista non farà altro che rincorrerla, scoprendone la sua doppia natura.

Se all’inizio della prima puntata ci viene presenta come una ragazza dolce, a fine episodio il protagonista la vede combattere contro dei teppisti e fumare. Questa sua natura “ribelle”, assolutamente inconsueta per un’anime degli anni ’80, ci spinge a rivalutare il personaggio, dipinto come una poco di buono, dedita all’alcool e alle sigarette, al wrestling e alle arti marziali, molto vicina alle bande di teppisti di Tokyo.

Con il proseguire della storia, scopriamo che Madoka è in realtà una ragazza molto sola e anche fragile: i suoi genitori vivono in America, essendo una famiglia di musicisti (lei stessa suona il sax e il pianoforte) e lavora part-time come cameriera nel bar di Master (Luigi), l’ABCB. Fino ad un certo punto vive con la sorella maggiore, anche se poi questa si sposa e va a vivere in America. Ha pochissimi amici, fra cui Hikaru (Tinetta), sua compagna di scorribande che si innamorerà di Kyosuke. Da qui, una serie di 48 episodi autoconclusivi, colorati dalle avventure umoristiche causate dai poteri di Kyosuke e dalle sue due sorelle gemelle pasticcione, Manami e Kurumi, che usano spesso i poteri a sproposito.

Madoka è la ragazza che fa battere il cuore, l’amore adolescenziale, la più bella della classe, inarrivabile, dolce e amara allo stesso tempo. Tratta con freddezza il povero Kyosuke ma allo stesso tempo si avvicina a lui sempre di più, quasi come se diventasse per lei un sostegno. Madoka è la ragazza che fa sentire inadeguati: Kyosuke, infatti, non è particolarmente dotato nello studio, non è particolarmente bello, si sente spesso inferiore fisicamente alla protagonista (in una puntata decide di intraprendere addirittura le arti marziali per essere “visto” da Madoka, ma finisce per farsi massacrare di legnate). Kyosuke è tutti noi: un ragazzo che non ha nulla di particolare, tranne i poteri ESP che però ovviamente non usa mai in presenza degli altri per non attirare l’attenzione, altrimenti sarebbe costretto a cambiare città con tutta la sua famiglia, cosa già accaduta altre volte a causa delle sue sorelle gemelle. Madoka compie un’evoluzione: sola e guardata con odio dai compagni di classe, alla fine della storia entra a far parte della cerchia degli amici di Kyosuke e perde anche qualche cattiva abitudine. Kyosuke la definisce come “angelo impertinente”.

Lei stessa, infatti, civetta spesso con i ragazzi, anche con Kyosuke: eppure, si scopre che non ha alle spalle nessuna esperienza sentimentale, pur essendo ritenuta da tutti molto sexy. Il personaggio di Hikaru, odiatissimo da molti perché vista come infantile e d’ostacolo ai due protagonisti, in realtà è una ragazza che essendo due anni più piccola di Kyosuke e Madoka, sembra voler emulare l’amica: fuma anche lei di nascosto, beve alcolici, frequenta i motociclisti. E’ una ragazza fresca, piena di vita e anche molto ingenua. Certo, non ha il fascino della sassofonista, ma senza di lei KOR non sarebbe mai stato un anime e un manga immortale. Molti fan ritengono che il triangolo che lega i tre protagonisti si sia creato a causa dell’indecisione di Kyosuke. Ciò, in parte, è vero. In realtà, però, il triangolo regge per così tante puntante non tanto per l’ignavia del protagonista, quanto per l’amicizia che lega Madoka a Hikaru: un rapporto molto forte, che dura sin dall’infanzia e che spesso porterà Madoka ad allontanarsi da Kyosuke in maniera sgarbata e Hikaru ad avere più di un sospetto. Ma KOR è anche un’opera corale sull’adolescenza: il Giappone anni ’80 dipinto da Izumi Matsumoto è molto occidentale e poco stereotipato.

I ragazzi di KOR vivono come potrebbero vivere gli adolescenti di qualsiasi epoca: fumano di nascosto, frequentano le discoteche e i bar, bevono alcolici e prendono sbronze colossali (in una di queste occasioni, ricordiamo Madoka completamente ubriaca dire a Kyosuke: “posso fermarmi da te stanotte?”), vanno in piscina o alle piste di pattinaggio, organizzano gite al mare e in campagna, studiano fino a tardi per ottenere voti scarsi, escono di nascosto dai propri genitori, leggono giornaletti porno, s’imbucano ai concerti rock e fanno audizioni per diventare Idol.

A fare da sfondo alla vicenda, oltre ai tre protagonisti, ci sono anche gli amici sporcaccioni di Kyosuke, Hatta e Komatsu, il cuginetto impiccione Kazuya, Yusaku Hino, innamorato non ricambiato di Hikaru e Master, il proprietario dell’ABCB, il bar dove lavora Madoka e che diventa punto di ritrovo per tutti i ragazzi. Master è il classico barista che la sa lunga, intuisce subito i sentimenti che legano Kyosuke e Madoka e cerca di dare loro, anche se indirettamente, dei consigli. Ogni episodio, viene “fotografato” con una istantanea, a sottolineare il legame fra la famiglia Kasuga e l’arte della fotografia: il padre di Kyosuke, infatti, fa di professione il fotografo e nel film conclusivo “Orange Road the movie….e poi, l’inizio di quell’estate”, scopriamo che Kyosuke ha intrapreso la professione di fotoreporter. Tantissimi i riferimenti culturali a film o ad altre opere giapponesi: l’episodio “Non fate suonare la campana delle nozze”, è un remake umoristico del film “il laureato”, mentre in un’altra puntata vediamo Madoka e Kyosuke dispersi su un’isola deserta, un chiaro riferimento al film “Paradise”. Tra l’altro, il personaggio di Madoka è stato ispirato proprio dall’attrice Phoebe Cates, protagonista di quel film. In un altro episodio, sentiamo i compagni di Kyosuke lamentarsi con Komatsu perché li ha costretti a vedere un film, quando invece: “Stasera c’era Ranma. Vogliamo vedere Ranma!”, riferimento all’opera della Takahashi. Per non parlare del barista dell’ABCB, sicuramente fan dei Genesis.

Dispiace un po’ per il finale dell’anime, in cui non si riesce a vedere il bacio fra Madoka e Kyosuke (si scopre, infatti, che Kyosuke aveva incontrato Madoka in uno dei suoi viaggi nel tempo e che era stato lui a comprargli il cappello rosso). Forse, è possibile riassumere l’intero significato di KOR nella frase che Master dice a Madoka: “E’ bello essere innamorati, anche quando si soffre”. Saggezza da baristi. Per chi non lo sapesse, Kimagure significa “Capricciosa”, mentre l’Orange Road, la strada delle arance, è proprio la via in cui sorge l’ABCB, il bar-ritrovo dei protagonisti.

Irene Savasta
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