Cronaca Santa Croce Camerina 17/11/2015 15:31 Notizia letta: 6824 volte

Loris, Veronica incappucciata cerca lo zainetto. VIDEO

Pronta a confessare?
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Santa Croce Camerina - Veronica Panarello potrebbe decidersi a indicare il luogo in cui avrebbe buttato lo zainetto del figlio Loris. 

Un permesso speciale è stato accordato alla donna per recarsi, scortata, nel canalone dove fu ritrovato il figlio. 

Sarebbe, se verificata, l'ammissione di colpa nell'omicidio del bambino. 

La donna ha lasciato oggi il carcere di Agrigento, dove si trova reclusa, e con l'aiuto delle forze di polizia sta ripercorrendo il tragitto di quel tragico giorno di novembre di un anno fa. 

Le indagini sono a una svolta. 

Nei giorni scorsi la donna ha ritrattato la versione originale del proprio racconto dei fatti, ricordando improvvisamente di non aver mai accompagnato il figlioletto a scuola. 

Veronica Panarello ha ripercorso all'interno di una volante della Polizia il tragitto fatto la mattina del 29 novembre scorso. Il nuovo sopralluogo è stato deciso dagli inquirenti alla luce delle dichiarazioni rese dalla madre di Loris la scorsa settimana quando ha ammesso di non aver portato a scuola suo figlio Loris. Col sopralluogo di oggi la Polizia vuole verificare ed eventualmente confutare le dichiarazioni della Panarello sul tragitto compiuto con l'auto quella mattina. Pare che gli inquirenti, insieme alla donna, stiano cercando lo zainetto di colore blu con le stringhe gialle che il bambino aveva con se quella mattina e che non è mai stato ritrovato. 

Video: l'avv. Villardita tace sull'esito del sopralluogo. Veronica esce da casa Stival.  

La custodia in carcere di Veronica Panarello - accusata di aver ucciso il figlio Loris - deve essere mantenuta perchè si basa "su una coerente analisi critica degli elementi indizianti e sulla loro coordinazione in un organico quadro che appare dotata di adeguata plausibilità logica e giuridica nell'attribuzione a detti elementi del requisito della gravità nel senso della conducenza con elevato grado di probabilità della responsabilità dell'indagata per l'omicidio". Lo sottolinea la Cassazione nelle sue motivazioni.

Ad avviso dei giudici della Prima sezione penale della Suprema Corte - che oggi hanno depositato la sentenza 45647 relativa all'udienza dello scorso 29 maggio che ha respinto il ricorso della Panarello contro il carcere - i magistrati del riesame di Catania, con ordinanza del 3 gennaio 2015, hanno correttamente convalidato la misura cautelare per i "gravi indizi di colpevolezza" a carico della donna. Secondo gli 'ermellini', tra gli elementi a carico della madre di Loris - che nei giorni scorsi ha detto al pm Marco Rota di non aver accompagnato il figlio a scuola il giorno del delitto, avvenuto il 29 novembre 2014 a Santa Croce Camerina nel ragusano - ci sono "gli spostamenti dell'indagata accertati tramite le videoriprese delle telecamere pubbliche e private", "il mancato arrivo a scuola del bambino mentre l'indagata ha continuato ad affermare di avere accompagnato a scuola Loris", "la localizzazione della Panarello tra le ore 9,25 e le ore 9,36 di quella mattina in zona prossima a quella in cui e' stato trovato il cadavere, successivamente giustificata con il percorso fatto per buttare l'immondizia, benché fosse in direzione opposta a quella per Donnafugata, luogo dove la donna si doveva recare". Ulteriori elementi indizianti sono, prosegue la Cassazione, "il ritrovamento a casa dell'indagata di fascette di plastica del tipo di quella utilizzata per strangolare il bambino che la donna aveva giustificato sostenendo che il figlio le aveva portate in classe perché servivano per fare esperimenti, circostanza smentita dalle insegnanti". E poi, - prosegue il verdetto della Cassazione, articolato in diciassette pagine - "le menzogne dell'indagata nella ricostruzione dei suoi spostamenti", e "il fatto di non aver contattato il marito una volta resasi conto della scomparsa del figlio".

Aggiornamento delle 16,39: Veronica è tornata nella casa in cui viveva col marito e i due bambini. 

17,02: Veronica ha lasciato la casa in cui ha vissuto col marito Davide Stival. 

17, 24: La donna è stata scortata in Procura a Ragusa, dove tornerà a essere ascoltata. L'avv. Villardita, raggiunto da Gabriele Giannone, all'uscita di casa Stival, si è rifiutato di rilasciare interviste alla stampa. 

Video: l'attesa. Veronica torna nella sua casa. 

Redazione
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