Attualità Ragusa 19/11/2015 15:16 Notizia letta: 2758 volte

Aggiungi un posto a tavola e indovina chi viene a cena

Un pranzo interetnico
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Ragusa - Aggiungi un posto a tavola. Anzi più di uno. Di posti nella tavola dell'accoglienza ce ne sono e ce ne devono essere sempre tanti. Lo sanno bene e lo hanno testimoniato i protagonisti della bella iniziativa che si è svolta domenica scorsa nel salone parrocchiale della Sacra Famiglia.
Da un lato ci sono i giovani stranieri ospiti del centro Sprar "Famiglia amica - posti ulteriori". Dall'altro i frati cappuccini e la Fraternità ordine francescano secolare.
In chiesa sono andati alcuni dei migranti ospiti del progetto che ha sede in via Carducci.
"I ragazzi cattolici - spiega Maria Taranto, responsabile del progetto Sprar - frequentano la messa domenicale. Abbiamo approfittato della vicinanza con la chiesa per chiedere l'autorizzazione ad utilizzare il campetto di calcio interno alla chiesa. Grazie alla disponibilità di padre Pietro possiamo usare il campetto per ben tre volte alla settimana".
Come sempre la conoscenza reciproca ha aperto le porte ed i cuori. "Dopo alcuni colloqui avuti personalmente con padre Pietro Giarracca sui processi educativi in atto presso questo centro - prosegue Maria Taranto - il sacerdote mi ha chiesto la possibilità di invitare a pranzo i nostri beneficiari nel giorno di Santa Elisabetta, ricorrenza di particolare rilevanza per la comunità dei cappuccini".
Quello di padre Pietro è stato molto più che un invito a pranzo. Il frate, infatti, ha offerto la possibilità agli ospiti di acquistare e preparare autonomamente pietanze dei vari paesi d'origine accompagnandoli personalmente a fare la spesa in un negozio da loro prescelto.
Il pranzo, così, si è trasformato in una degustazione di cibi italiani, nigeriani e senegalesi preparati da un ragazzo cattolico ed un amico musulmano.
"I nostri giovani sono andati al mattino presto nei locali della chiesa - aggiunge la responsabile - per cucinare insieme alle parrocchiane della Sacra famiglia. Proprio i fedeli hanno espresso il desiderio di conoscere le attività del nostro progetto".
Il pranzo, dal sapore già multietnico è stato arricchito anche dalla presenza di numerosi fedeli e di alcuni volontari europei che in queste settimane operano presso alcuni centri Sprar della Fondazione San Giovanni Battista.
"Alcuni media - sottolinea Tonino Solarino, presidente della Fondazione - talvolta cavalcano l'onda di tragici avvenimenti per infondere xenofobia e timori spesso infondati. Quello che volgiamo dare è un segnale forte di apertura nella nostra comunità locale. Questo semplice momento di condivisione del cibo costituisce un modo semplice per favorire la "conoscenza" dei migranti e del fenomeno in senso più ampio. Simili iniziative, quindi, sono uno strumento per evitare ogni pregiudizio e per fare sentire accolti gli stranieri che, non sempre, hanno la possibilità di potere permanere in Italia".
Tra i canti e le musiche che si sono susseguite al pranzo, piace sottolineare l'intervento di Jonathan che ha approfittato dell'occasione per sviluppare un discorso di ringraziamento per l'accoglienza, il calore e la disponibilità ricevute in Italia.
Non sappiamo come si svilupperà il futuro di questi richiedenti asilo, sappiamo però che, in virtù di questa semplice proposta, hanno trovato un piccolo spazio nel cuore e nella mente di tanti cittadini.
L'iniziativa, se Dio vorrà, verrà ripetuta anche in occasione del Natale.

Redazione
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