Attualità Modica

Franceschini: pazzi a far scappare i cimeli di Quasimodo

Parola di Ministro

Modica -  Le testimonianze del Nobel di Salvatore Quasimodo devono restare in Italia. Questa, all'indomani della notizia pubblicata dalla Stamp , la reazione del ministro Dario Franceschini. «Ho dato questa mattina l'incarico di fare tutte le necessarie verifiche - ci dice il titolare dei Beni Culturali - e la Direzione generale della biblioteche si sta già muovendo per capire se possiamo acquisire il lotto dell'asta Bolaffi». Non ci sarebbe una sola via da percorrere per ottenere questo risultato, e la più breve, la cosiddetta «notifica» che impedirebbe legalmente agli oggetti del poeta di Modica di lasciare l'Italia, non è al momento che un'ipotesi fra tante.Bisogna anzitutto capire se è possibile, data la natura molto particolare di questi «memorabilia», ma la decisione del ministro è presa. Le destinazioni non mancano. Una, privilegiata, sarebbe come ipotizza Franceschini la Biblioteca nazionale di Roma, dove già sono state allestite le sale Pasolini e Morante, che ricreano il mondo dei due scrittori attraverso i loro libri, ma non solo. Quella di Elsa Morante, ad esempio, è arredata coi mobili provenienti dallo studio dell'autrice di La Storia (donati da Carlo Cecchi), oltre alla macchina da scrivere , le librerie con i suoi libri, i dischi, i ritratti e naturalmente le carte. Uno spazio Quasimodo sarebbe perfettamente in tono e in linea con quanto già c'è. La documentazione del Nobel vinto nel 1959 consiste nella medaglia, ovviamente d'oro con il busto di Alfred Nobel e sul verso il nome del poeta sotto un'allegoria della Musa Tersicore che suona la lira per un giovanotto (seminudo, va da sé, e assolutamente rapito), del diploma in due belle pergamene miniate di gusto medioevaleggiante, e delle fotografie originali scattate per l'occasione e del ritratto ufficiale, opera di Anna Riwkin, esule russa che si dedicò alla fotografia dopo una breve carriera nella danza. La base d'asta è di 50 mila euro, il valore stimato dalla Bolaffi va però dai 100 ai 150 mila. In casi simili, all'estero, per medaglie di Nobel (ma per la scienza) sono state pagate somme ben più elevate. L'esito dell'asta in Italia, dato che si tratta di una prima volta, è invece del tutto imprevedibile. Potrebbero intervenire collezionisti americani, ma anche istituzioni italiane, anche se non hanno molto denaro da spendere (e questo vale soprattutto per le biblioteche, da anni in una situazione molto difficile). Le testimonianze di Quasimodo sono state messe in vendita dalla famiglia, quindi dal figlio Alessandro, che interpellato dalla Stampa si era augurato un acquirente italiano disposto a valorizzarle. Filippo Bolaffi, amministratore delegato della casa d'aste, si chiedeva a sua volta l'altro giorno, tra il serio e il faceto, se non potesse saltare fuori un qualche scrittore o magari uomo di spettacolo siciliano (in altre parole: perché non Camilleri? perchè non Fiorello?) certamente in grado di un gesto di mecenatismo. Ora la palla passa al Ministero e alla Direzione biblioteche. Quel che è certo, ribadisce Franceschini, è che questi oggetti «sono importanti, devono restare in Italia. E ci resteranno». L'asta è il 2 dicembre. Siamo ancora alle prime mosse.

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