Attualità L'Isis 22/11/2015 23:53 Notizia letta: 2394 volte

In nome di Dio

Il dio di Caino
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Madrid - In nome di Dio si sono perpetrati i più crudeli crimini che l’Umanità ricordi.
Ma in nome di quale Dio?
Questo è da stabilire.
Non certo il Dio di Gesù Cristo.
Non certo il Dio di Muhammad.
Perché entrambi predicano il rispetto assoluto per la vita umana, per la donna, per il bambino e il debole, per il povero e il malato.
Uno dei precetti obbligatori dell’Islam è, infatti, l’elemosina. E la fede senza le opere, afferma San Giacomo, è vana.
E allora in nome di quale Dio – mi chiedo- ieri si combatteva per affermare il proprio credo e oggi ancora si combatte per guadagnare un regno dei cieli che tanto le scritture cristiane quanto le islamiche sprangano a chi si rende colpevole di togliere la vita?
È un dio misterioso, partorito da un integralismo che ha albergato e ancora alberga nel sentimento più feroce e bieco degli Uomini.
È il Dio di Caino, da sempre presente nella storia della salvezza tanto cristiana quanto islamica.
Il tenero Muhammad ebbe solo parole dolcissime per una “donna” cui Sant’Agostino negava fino al IV secolo dopo Cristo l’anima.
Il tenero Muhammad si preoccupava perfino degli animali da sgozzare per sacrificarli o destinarli alla macellazione: “che siano uccisi –raccomanda- con coltelli affilati perché non soffrano molto nel momento della morte”.
Purtroppo per i macellai dell’ISIS (o Daesh, come si preferisce) questi coltelli sono sempre super affilati ma per tagliare teste di ostaggi, degli ostaggi che non hanno offerto un cospicuo riscatto, perché “business is business”.
Ecco, finalmente, il vero DIO.
Il denaro con tutto ciò che si trascina dietro: potere, ambizione, delirio di onnipotenza, in poche parole il dio di Caino.
I giardini di Allah saranno interdetti per sempre a chi ha fatto della vita umana merce di scambio o arma per uccidere, ma non importa! Ciò che importa ai predicatori di morte è il conto con numerosi zeri, possibilmente cifrato in una banca di un paradiso fiscale.
“Guai a Voi!” Grida il Misericordioso.
“Guai a chi uccide o scandalizza!” Tuona il Dio di Gesú di Nazareth.
Profeti inascoltati, Gesú e Muhammad, che ripetono le loro strane vie crucis per le strade del mondo moderno, piene di ladri, di lestofanti, di mistificatori, di pazzi.
Ieri gli attentati di Madrid, New York e Londra, oggi quelli di Parigi e, forse, Bruxelles.
Ieri la Shoah, oggi la Palestina e i nuovi massacri.
Purtroppo il Corano non è stato ancora metabolizzato dai suoi fedeli, così anche i Vangeli.
Eppure la “Verità” è sotto i loro occhi e la loro fede è così cieca da non riuscire a intravederla.
La Jihad è la metanoia necessaria per un buon musulmano come la conversione lo è per il cristiano. Lotta per il superamento degli egoismi personali, lotta per diventare migliore, vero figlio dell’Islam che è pace e sottomissione ai comandamenti di Dio.
Oggi la Jihad, invece, significa terrorismo, bombe, immolazioni. Concetti così lontani dalla preoccupazione del Dio Misericordioso che solo a pensare nel suo giudizio dovrebbe far venire la pelle d’oca.
Il più grande peccato di tutte le religioni è, comunque, estrapolare dal testo sacro un versetto e interpretarlo secondo la convenienza e le necessità del momento.
Nella religione cattolica questo sarebbe un peccato contro lo Spirito Santo per il quale non c’è remissione ma solo il giudizio pronunciato dalla stessa giustizia di Dio.
“Uccidete i traditori (o gli infedeli) dovunque li incontriate...” Mai precetto attribuito al Corano fu più falso di questo! Nonostante tutto, questo brano continua a giustificare non solo i massacri di ieri ma anche quelli di oggi e i massacri di domani.
Sì, nel Corano esiste, in effetti, questa frase ma deve essere completata necessariamente.
Muhammad scrisse quelle parole in relazione a un attacco sleale condotto dai pagani contro i musulmani che si trovavano nella Mecca. I pagani li avevano espulsi dalla città dopo crudeli torture!
Sono convinto – e non solo io- che dietro quest’onda lunga di fanatismo religioso ci sia un piano destabilizzante che risponde più che a profeti a signori specialisti della guerra, a lobby finanziarie che hanno come obiettivo la conquista e l’accaparramento di alcune importanti fonti energetiche. Tutto qui, fede a parte.
Esaurite le ultime scorte, Muhammad dormirà sonni profondi e tranquilli nel suo giardino di delizie. Non ci saranno a fargli compagnia i suoi numerosi martiri, non ci saranno le bellissime Sherazad delle Mille e una notte ma solo il vento di Dio che spira in un deserto di pozzi di petrolio spenti dentro i quali l’oro nero si è trasformato per uno scherzo terribile divino in sangue.

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Un Uomo Libero.
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