Attualità Dalla finzione alla realtà 25/11/2015 20:01 Notizia letta: 2813 volte

E il sindaco fece la multa al parroco

Per una preghiera
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La vicenda e' di quelle che fanno nascere un sorriso. Location: Castiglione d'Intelvi, piccolo comune in Provincia di Como di 948 abitanti. I protagonisti: il parroco del paese e il sindaco. No, non è don Camillo e Peppone ma una storia vera, accaduta qualche giorno fa e che è stata riportata dai media del posto ma in poche ore la storia è diventata virale. Don Giovanni Meroni, parroco di Castiglione, si reca al cippo dei caduti per pregare insieme ai fedeli in occasione della festa dei caduti che si svolge il 4 novembre. Una preghiera, quella del parroco, svoltasi dopo qualche giorno rispetto alle celebrazioni ufficiali. Come riportato dal quotidiano on-line "Quicomo.it", il parroco ha deciso di andare a pregare sul cippo dei caduti in ritardo perché di solito il 4 novembre cade in un giorno feriale e quindi ha pensato di portare una preghiera in differita qualche giorno dopo. Passano i giorni e arriva in parrocchia una bella sorpresa: una multa da 54 euro per il prete da parte del Comune: occupazione di suolo pubblico senza autorizzazione. Ebbene si. Il sindaco di Castiglione, Carlo Gelpi, non ha voluto evidentemente sentire ragioni: la legge è uguale per tutti, abito talare compreso. Immediata la contestazione della multa: il prete, infatti, ha deciso di inoltrare all'ufficio legale della curia la multa per contestala tramite gli avvocati. E la vicenda finirà in tribunale, o quantomeno davanti al giudice di pace. Vero e' che senza autorizzazione, per motivi di legalità e sicurezza, non si può occupare il suolo pubblico: chi può sapere, infatti, se in mezzo ad un gruppo di parrocchiani possa nascondersi qualche losco individuo? Di questi tempi, poi, prevenire è meglio che curare. D'altra parte, se il 4 novembre cade in un giorno feriale, i caduti possono sempre aspettare, il cippo commemorativo non scappa di certo. I morti sono avvisati: niente preghiera per voi, se il momento non è opportuno.

Irene Savasta
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