Attualità Movida 25/11/2015 23:59 Notizia letta: 7060 volte

Modica, l'ultima notte del Joy Club

Last dance for me
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Modica - Nel 2008 la tentazione di fare nascere a Modica un locale diverso, disco ma non troppo, moderno e attento alla selezione degli ospiti, diventa l’azione sulla quale impostano la nuova idea imprenditoriale cinque soci fondatori.

Il Joy Club s’impone sin da subito alla piazza. Le varie anime della provincia confluiscono lì.

Del resto, le scale mobili che salivano fino al secondo piano della Galleria Plaza avevano già qualcosa di diverso.

Il Joy Club lascia un segno al punto di essere ricordato come quel luogo che aveva trasformato il sabato sera in una soporosa liturgia per i giovani della provincia, ma anche per i 40enni nostalgici dei migliori anni ottanta cresciuti e vissuti nel tempio della discoteca, il Koala Maxi.

Un’epoca che i ragusani non hanno mai dimenticato al ritmo della leggendaria Enola Gay degli Orchestral Manoeuvres in the Dark del 1980 fino a Love Shackdei B-52′s, tanto per citarne alcune.

La storia del Joy Club e dei suoi Saturday Night live, va raccontata bene.

In principio l’idea era quella di una look parade, un racconto del cambiamento dei tempi.

Ospiti di primissimo livello, dai big del Grande Fratello al Natale con Dr Felix , l’anima “nera” del Chiambretti Night, passando per la “coniglietta” Micol Ronchi, ai dj quali Monika Kiss, Karmatronic, Eric chase, Sam Perez. Ogni sabato notte aveva il suo ritratto, un luogo che col trascorrere degli anni diventò quasi affettivo. Nel 2010 cambia proprietà. Nuova identità. Stesso fascino. La movida era colonizzata. Sembra un’epoca fa.

Oggi in discoteca ciascuno è la sua fiction e ambisce al suo reality, alla plastica rappresentazione di sé, al suo selfie. Nel 2008, non nella preistoria, andare al Joy Club e farne parte era quasi un imborghesirsi senza volerlo. Il Joy Club s’impose alla società col suo timbro elegante, sobrio quasi a superare finanche il peso sinistro del giudizio morale, quello secondo il quale la discoteca è solo un luogo nazionalpopolare.

A distanza di sette anni sui social appare la “Last Night Joy Club”, l’ultima notte. Una celebrazione, una moda che, forse, se ne va per sempre per lasciare spazio al prossimo trend.

Avanti un altro per fare attovagliare le nuove generazioni.

Gabriele Giannone
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