Attualità Ragusa 29/11/2015 19:24 Notizia letta: 33 volte

I grillini di Ragusa ci ripensano, per un pugno di gettoni

Pentimenti
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Ragusa - I consiglieri del Movimento 5 Stelle ci hanno ripensato. Non vogliono più decurtarsi le indennità di carica del 30% e soprattutto non vogliono che la gestione di queste somme resti in mano all’Amministrazione comunale. Perché pur essendo al governo della città, hanno appurato che le somme accantonate in questi mesi non hanno potuto utilizzarle per gli obiettivi che volevano. Parte di queste somme, in fase di assestamento di bilancio, si sono perse “nei meandri dei vari capitoli”. E scocciati dall’impossibilità di scegliere come destinare quel 30% delle proprie indennità di carica finito inizialmente in un apposito capitolo, hanno deciso di non procedere più alla decurtazione. Piuttosto saranno loro, in forma privata, e dunque fuori da ogni controllo pubblico e da ogni procedura amministrativa pubblica, a stabilire per cosa e come usarli.
Con una nota del 30 ottobre scorso, i componenti del gruppo consiliare hanno richiesto di ripristinare, già a partire da gennaio 2015, l’importo dei gettoni di presenza spettanti per la partecipazione alle sedute del Consiglio comunale delle commissioni consiliari, non effettuando più la decurtazione del 30%. Insomma ad ottobre, con effetto retroattivo, almeno così si legge nell’ultima determina con cui si liquidano i soldi ai vari consiglieri comunali (64 euro a seduta), i rappresentanti del Movimento 5 Stelle ci hanno ripensato e hanno detto che quella decurtazione non vogliono più farla ed anzi rivogliono indietro quanto finora è stato “trattenuto” nelle casse del Comune. Le “carte” dicono questo e lo dicono in barba ad ogni principio manifestato e promozionato proprio su quegli stessi social network che adesso ripubblicano quella parte di delibera segnandola in rosso.
La rete non perdona, dice spesso Beppe Grillo. E forse è vero, fermo restando che ognuno può cambiare opinione come e quando crede, come aveva ad esempio già fatto, lo scorso febbraio, il consigliere grillino Dario Gulino, ex capogruppo che aveva chiesto al Comune di non procedere più alla decurtazione per la propria indennità. Chissà che ne pensa adesso il consigliere comunale Manuela Nicita, ex grillina transitata nelle fila del laboratorio Duepuntozero di Sonia Migliore. Quando annunciò il suo passaggio la tacciarono di aver lasciato il movimento perché non voleva ridursi l’indennità di carica. Ora ci hanno ripensato un po’ tutti. Le motivazioni? Varie e tante anche se, assicurano, sarà più o meno come prima. Come? Si sono affrettati a precisarlo i consiglieri grillini Massimo Agosta, Maurizio Stevanato e Antonio Tringali. Spiegano che non si può più procedere per non meglio precisate “questioni di natura contabile e normativa”. Viene però spiegato che pur se il 30% non resterà al Comune ma finirà nei conti bancari dei vari consiglieri comunali (proprio come per tutti gli altri), ugualmente si “farà fede all’impegno assunto da ciascun componente del Movimento 5 Stelle”.
In pratica il Comune pagherà a ciascun consigliere il 100% dell’indennità di carica. Poi ciascun consigliere destinerà, privatamente, il suo 30% in un conto corrente del Movimento 5 Stelle e da questo, di volta in volta, si procederà con una donazione in favore del Comune. Anzi, non si esclude di fare una sorta di sondaggio in rete tra tre proposte: la realizzazione di una bambinopoli in centro a Ragusa, la realizzazione di arredi urbani per via Mariannina Coffa, oppure una palestra all’aperto a Marina di Ragusa. Certo, con la donazione privata di ciascun consigliere comunale, sfuggirà la possibilità di un controllo pubblico ma del resto ognuno con i propri soldi fa quel che vuole, un po’ come accaduto in estate con le nuove docce.

Michelangelo Barbagallo
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