Attualità Palermo 29/11/2015 16:20 Notizia letta: 3427 volte

Tavola rotonda sul gruppo di Scicli

Mostra a Palazzo Reale
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Palermo - Hanno vissuto esperienze lontani dalla loro Sicilia, ma alla fine si sono ritrovati insieme nella terra d'origine. Apre oggi al pubblico nelle Sale Duca di Montalto del Palazzo Reale di Palermo la mostra “Ibleide, terra e luce”, promossa dalla Fondazione Federico II. L’esposizione è realizzata dal Gruppo di Scicli, che celebra i suoi 35 anni di vita, con le opere di otto artisti: Sonia Alvarez, Carmelo Candiano, Giuseppe Colombo, Piero Guccione, Franco Polizzi, Giuseppe Puglisi, Franco Sarnari e Piero Zuccaro.

Ieri si è svolto il vernissage alla presenza del Presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II Giovanni Ardizzone, del vicepresidente Giuseppe Lupo, della curatrice della mostra Elisa Mandarà. Presenti anche i dep. Non è potuto essere presente il direttore generale della Fondazione Federico II, Francesco Forgione, coinvolto in tutte le fasi dell’organizzazione della mostra, ma impegnato a Roma per l’insediamento del comitato tecnico per il centenario della morte di Luigi Capuana. Erano presenti anche i deputati Orazio Ragusa, Pippo Digiacomo e Giorgio Assenza.
Stamattina, invece, in Sala Rossa si è tenuta una tavola rotonda con alcuni artisti del gruppo (i maestri Sarnari, Polizzi, Candiano e Colombo) e critici quali Francesco Gallo Mazzeo, Aldo Gerbino, Elisa Mandarà, che ha anche coordinato i lavori del convegno, e Sergio Troisi, nonché il Presidente della Fondazione Orestiadi Calogero Pumilia.
Il Gruppo di Scicli è nato intorno ad un nucleo di intellettuali riuniti grazie ad una condivisione di ideali, stili di vita, esperienze artistiche e l’amore verso una terra comune: Ibleide, «isola di purezza di intenti» come scriveva Renato Guttuso. La mostra presenta il colloquio intenso tra i mondi creativi degli artisti, in una distillata selezione di oli, pastelli e sculture.

Ospitata nelle Sale del Duca di Montalto, con ingresso da Piazza Indipendenza, l’esposizione sarà visitabile dal 27 novembre 2015 al 14 febbraio 2016 (orari in coda).
I soggetti spaziano dai paesaggi reinterpretati da Polizzi alle suggestioni del mare rappresentate da Guccione, passando per una serie di artisti che hanno condiviso un trentennio di amicizie ed esperienze artistico-culturali.“Il Gruppo di Scicli – ha detto Giovanni Ardizzone - è riconosciuto anche all’Estero e poiché la Fondazione Federico II ha puntato su mostre di respiro internazionale, da Botero a Ligabue, in programma la prossima primavera, non potevamo non fare un omaggio anche a questi meravigliosi artisti siciliani”.
“Ospitare una mostra di artisti siciliani, riconosciuti in tutto il mondo, come il Gruppo di Scicli – ha detto il vicepresidente dell’Ars Giuseppe Lupo - ha un significato particolare adesso che Palazzo Reale è stato inserito nell’itinerario arabo-normanno riconosciuto dall’Unesco. I turisti potranno ammirare il patrimonio storico e architettonico del Palazzo, a partire dalla Cappella Palatina, ma anche le opere di artisti siciliani che raccontano la Sicilia”.

“La mostra nasce – spiega la curatrice Elisa Mandarà - come celebrazione dell’iter creativo ed espositivo del noto cenacolo siciliano. Ognuno di essi è diverso dall’altro ma tutti impermeabili alle mode, nostalgici delle semplicità, interessati alla natura e all’arte pura, alla classicità, impegnati nel sociale e per la pace”.
Dal testo critico in catalogo di Elisa Mandarà: "Gioca su paesaggi d’interno la poetica del finito spaziale di Sonia Alvarez, capace di dilatare la misura temporale d’una esistenza pure letteraria, con le storie che ogni oggetto della casa espressivo racconta, complice una luce sofisticata, artificiale, rifranta in un meraviglioso movimento modulato di rifrangenze, di riflessi. Carmelo Candiano si offre nella forza archetipica della sua materia, poetica e vera, felicemente plasmata in una mimesi naturalistica, in una agilità personale di ritmi, scompigliata da libertà di rivisitazione del canone e risolta in un vibrante pittoricismo. Si distingue Giuseppe Colombo per la sua attitudine a sospendere il vero vedibile in una sorta di estetico distacco, in una impressione di stupefatta fissità che connota l’elegante resa dei soggetti. Compendia Piero Guccione stagioni tematiche ed estetiche, che ingaggiano sempre una relazione sostanziale col pianeta, in una poesia che addita all’ideale, che fa del tragico e della bellezza, del dramma e della solarità, i volti complementari d’una visione magnificamente compiuta, che è viva nel presente ed è già storia. È agente primario dell’emozione estetica e spirituale il paesaggio di Franco Polizzi: delle distese di grano, delle rocce, dei cieli, il pittore assorbe e restituisce una rete fitta di valenze, che comportano un costituirsi dinamico dell’artista nella natura, un loro rapporto d’interrelazione, in cui s’eclissa per sempre l’idea di un uomo agente e d’un mondo agito, nella resa splendida di quella che potremmo dire una pittura-pittura. È Giuseppe Puglisi il raffinato interprete d’una realtà veduta ed ovattata dal sogno, carica di effetti luministici freddi, impiantati in vivide atmosfere nordiche, in una luce che raccoglie e avvolge la spazialità, enfatizzando il prezioso particolarismo di cose finite e infiniti cieli. Lo sguardo analitico di Franco Sarnari corre interi cicli creativi, con una magistrale capacità della composizione, nella poetica storica del frammento, in un rapporto dialettico con la tradizione, i cui eccessi di altezza significativamente l’artista cancella, nella originale resa d’una cortina di paesaggio, posta in limine agli occhi e al cuore. Si dispiega tra i fascinosi cumuli materici la potente alchimia delle paste alte di Piero Zuccaro, la cui cifra è maturata autonoma nell’alveo dell’Informale, mentre una luce sostanziata di intimi bagliori spinge dalle viscere della pelle del quadro, che trascrive il reale in una evocazione implicita di natura, espressiva d’un paesaggismo mentale velato dal respiro informale".

“Il termine gruppo può creare fraintendimenti – ha detto Sergio Troisi – perché le intenzioni formali sono profondamente diverse. Ciò che tiene uniti questi autori è l'evidenza dell’immagine, l’idea di memoria, non semplicemente dei luoghi, memoria profonda dei materiali, degli strumenti, dei colori, dei pennelli”.

I componenti del gruppo di Scicli hanno deciso di tornare nella loro terra, dopo esperienze fuori dalla Sicilia, da qui Ibleide (parafrasando l’Iliade).
“Gli artisti del Gruppo di Scicli – ha affermato Francesco Gallo Mazzeo - hanno detto ai siciliani, questa non è una terra dove si nasce e poi bisogna andarsene. Si può diventare protagonisti anche stando qua. Il Gruppo è uno strumento per parlare, per confrontarsi, è una corte. Quando vi definiscono gruppo, siatene fieri”.

“Il gruppo di Scicli – ha detto Aldo Gerbino - mi ricorda il tema dell'incantamento, come diceva Dante, degli autori che si imbarcano nello stessa nave. Al di là del percorso estetico, dello sviluppo dei temi, ci sono dei concatenamenti tra loro. Pluralità ma anche orizzonte preciso, non con un accordo al tavolo ma legato al sentimento dell'avvertire. Quello del Gruppo di Scicli è anche un grido di dolore, puntato all'urgenza di tornare al rispetto della natura come testimonia l'impegno sociale, rispetto ai trend sociali di oggi questi artisti rappresentano degli anticonformisti”.

La mostra resterà aperta dal lunedì al sabato dalle 8.15 alle 17.40. Ultimo biglietto emesso alle 17.00. La domenica e i festivi sarà aperta dalle 8.15 alle 13. Ultimo biglietto emesso alle 12.15.

Redazione