Cultura Storia dell'arte 30/11/2015 23:05 Notizia letta: 5411 volte

Nifosì: Modica Arte e Architettura

Una scoperta di portata storica
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Modica - Contiene uno scoop destinato a riscrivere la storia dell'arte italiana, la nuova fatica editoriale che porta la firma del professore Paolo Nifosì, frutto di trenta anni di studio su Modica. 

"Modica Arte e Architettura". E' il titolo del grande volume, di quasi 400 pagine, frutto di oltre trenta anni di indagini, studi e analisi di Paolo Nifosì nel campo della ricerca storico architettonica della città della Contea, corredato da un apparato fotografico realizzato da Luigi Nifosì in molti anni di paziente lavoro che, grazie al mecenatismo della Azienda DM Barone e, in particolare, alla appassionata competenza di Marilena Agosta Poidomani, diventano finalmente un libro destinato a diventare pietra miliare. 

 

Come copertina un putto che legge un libro, un particolare che si trova nella cappella di San Giuseppe, nella chiesa di San Pietro. 

Il volume racconta Modica, la sua storia dell’architettura monumentale ecclesiastica e nella sua architettura civile pubblica, a partire dalla chiesa rupestre di San Nicolò inferiore per arrivare alle architetture realizzate alla fine dell’Ottocento. Un racconto che riguarda i cantieri plurisecolari delle chiese modicane: sono pubblicati per la prima volta le generazioni di capimastri che hanno costruito dal Cinquecento all’Ottocento, i nomi nuovi di architetti, di stuccatori, di pittori, di ebanisti, di argentieri.
Un affresco che tramite le architetture, i dipinti, le sculture racconta i culti praticati nel corso dei secoli, il ruolo del clero regolare e secolare, il ruolo delle classi dirigenti, il rapporto tra centri maggiori e centri minori, nella captazione dei modelli dotti italiani ed europei, reinventati dai nostri artigiani mediante l’uso dei materiali indigeni, mediante il calcare dorato, il bianco dello stucco, materiali recuperati dalle cave locali.
L’immagine della città, della “melagrana spaccata”, come la definisce Gesualdo Bufalino, si comprende nelle sue stratificazioni, nelle sue sedimentazioni, frutto della volontà di un popolo che ha deciso di rimanere nel suo sito, nascosto tra le valli iblee, orgoglioso di celebrare i suoi santi con imponenti e scenografiche architetture. 

Giuseppe Savà
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