Cronaca Modica 01/12/2015 12:37 Notizia letta: 4262 volte

Saccheggiano il Dodeskaden e fanno la faccia pietosa

Sono due tunisini
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Modica - Stavano saccheggiando un albergo del centro storico di Modica Alta ma la polizia li ha arrestati. Si tratta di due cittadini tunisini: Samer Helel, 35 anni, e Anis Zaouli, 30 anni, colti in flagranza di reato e accusati di furto aggravato. I due stavano razziando il nuovo albergo “Dodeskaden”, sito nei pressi del Duomo di San Giorgio, ancora non aperto al pubblico perché in fase di completamento ed avevano approfittato dell’oscurità per mettere a punto il loro piano, senza però fare i conti con un residente che, allarmato dalla presenza dei due in quella zona in un orario notturno inconsueto, ha subito telefonato in Commissariato. Una prima pattuglia non è riuscita a notare i due soggetti. Ritenendo che i due si fossero introdotti all’interno di qualche abitazione nobiliare presente nella zona per commettere qualche furto, i poliziotti hanno notato che una vetrata del nuovo albergo “Dodeskaden” era stata frantumata. Intuendo subito che i due soggetti stessero perpetrando un furto proprio in quell’albergo, sul posto sono arrivate anche altre pattuglie che hanno bloccato le vie d’uscita della struttura ricettiva. I poliziotti, una volta perlustrato l’albergo, hanno scovando subito uno dei due, Samer Helel, che ha cercato di fare resistenza per fuggire, mentre il suo complice alla vista dei poliziotti si è lanciato da una porta finestra dandosi alla fuga per i vicoli e facendo perdere le proprie tracce. Tuttavia la Polizia ha riconosciuto subito il fuggitivo, già noto per i suoi precedenti penali e pregiudizi di polizia per reati contro il patrimonio e la persona e ha predisposto un servizio di appostamento nei pressi della sua abitazione, attendendo il suo rientro. Infatti, di lì a poco, lo straniero è stato bloccato. Dal sopralluogo nell’albergo la Polizia ha constatato che i due malviventi avevano già smontato tre televisori a schermo piatto di ultima generazione e che la refurtiva era pronta per essere portata via. Samer Helel, tra l’altro, si trovava in regime di arresti domiciliari.

Irene Savasta