Attualità Vatileaks 03/12/2015 23:04 Notizia letta: 2393 volte

Lobby, guerre, Bergoglio, tradimenti: in Vaticano

La Grazia per Nuzzi
http://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/03-12-2015/1449180325-0-lobby-guerre-bergoglio-tradimenti-in-vaticano.jpg&size=666x500c0

Madrid - Era inevitabile. Il papa che viene dalla fine del mondo ha cominciato a muoversi suscitando un finimondo.
Un uomo come Bergoglio, tosto e frequentatore delle periferie “portegne” più disagiate e maleodoranti, non poteva non provocare sconcerto tra le affrescate e asettiche sale dei sacri Palazzi romani profumate dall’incenso dell’ipocrisia e rallegrate dal tintinnio di più di trenta denari.
Chi oggi si meraviglia di Papa Francesco chiaramente non conosce bene l’uomo, il gesuita, il cardinale di Buenos Aires.
In effetti, all’interno del Vaticano, dopo le sofferte dimissioni di Benedetto XVI, è in atto un vero e proprio “regolamento di conti” tra cosche più o meno rivali.
Da una parte i gesuiti con la loro storica missione di formare le coscienze, dall’altra l’Opus Dei con un’organizzazione interna molto vicina alla vecchia massoneria europea. Al centro Comunione e Liberazione, concepita e addestrata per l’esercizio politico del potere.
La verità inconfessabile scaturisce dall’immagine di una Chiesa Cattolica Romana in pratica allo sbando.
Benedetto XVI fu travolto dagli scandali che la sua stessa politica aveva coperto e, per certi versi, innescato.
Io non sono un estimatore di Giovanni Paolo II. Purtroppo.
Questo papa fu solo la facciata buona di una diplomazia vaticana spesso discutibile, sicuramente censurabile, di cui oggi si raccolgono i frutti.
O meglio, Ratzinger ne raccolse i frutti.
Al di là delle frequenti gaffe di Mons. Negri, ciellino purosangue e poco accorto, cui già Mons. Bettazzi qualche anno fa si sentì in dovere di dare una fraterna tiratina di orecchie con la sua celebre (e quasi ignorata dalla stampa italiana) “lettera aperta” in risposta a un’intervista rilasciata dal prelato a sostegno di Berlusconi.
Al di là dell’ultima polemica di Mons. Negri che riguarderebbe addirittura le elezioni di Mons. Zuppi (vicinissimo alla Comunità di Sant’Egidio) ad Arcivescovo di Bologna e di Don Corrado Lorefice (un prete legato alla figura di Don Pino Puglisi) ad Arcivescovo di Palermo.
Al di là dell’ultimo Vateleaks nel quale un membro importante dell’Opus, un giornalista italiano e una donna sono coinvolti in una spy story con tanto di processo e odore di condanne e roghi; al di là di tutto questo, dicevo, sta un uomo, Bergoglio, che ha voluto, per vocazione personale, fare da cireneo prendendo sulle spalle una croce ripudiata e portarla fino in fondo, fino allo scontro finale, a un Armageddon che non sarà lontano.
“Più che le minacce dell’Isis -ha dichiarato in una recente intervista papa Bergoglio- temo le mosche.” Erano le mosche dell’Africa non quelle di Roma ma a buon intenditor poche parole.
E a proposito del lavoro ha aggiunto: “Il lavoro è la vera soluzione dei mali della società moderna. Chi lavora non ruba, non ha tempo e motivo per esercitare il suo odio di classe.” E ha precisato: “Bisogna che l’uomo lavori per sentirsi davvero libero. Questo precetto vale anche in Vaticano. ”
Francesco va diritto al vero obiettivo, consapevole come Giovanni XXIII che il suo tempo è breve.
Voglio sperare che, quando le responsabilità dell’ultimo “Paoletto” nel suo becero tentativo di ricattare il papa (mi riferisco in concreto allo scandalo di Mons. Vallejo Balda dell’Opus Dei e dei suoi complici che in questo periodo anima le righe di alcuni giornali italiani) saranno chiare e inconfutabili, Francesco mostri davvero la sua grande misericordia che non è cancellazione della pena o del delitto ma perdono ed esempio.
In fondo, dalle registrazioni disonestamente carpite da Vallejo, viene fuori, in buona sostanza, un papa con attributi davvero notevoli, che s’interroga su come possano essere controllate le anime che non si vedono se i flussi di denaro, ben visibili, restano carsici e segreti.
Le vie del Signore sono infinite e misteriose ma non per Papa Francesco, a quanto pare.

© Tutti i diritti riservati all’Autore

Un Uomo Libero.