Cultura Cartoni animati 05/12/2015 18:12 Notizia letta: 2992 volte

Nhk, il manga contemporaneo

Vuoto di senso
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Sono perdenti, sociopatici, NEET, e senza nessuna prospettiva per il futuro: sono i protagonisti di Welcome to the NHK, anime del 2002 ma trasmesso per la prima volta in Italia nel 2011 sul canale Sky Man-Ga. E’ il racconto del disagio giovanile visto da diverse prospettive ambientato in una società iper moderna e industrializzata, in cui i giovani sui vent’anni non riescono più a capire quale sia il loro posto. Difficoltà a relazionarsi con gli altri, zero prospettive lavorative e perennemente al di sotto delle aspettative dei genitori. E il protagonista dell’opera non è né un eroe, né un anti-eroe. Forse è un non-eroe. Welcome to the NHK è un’opera figlia della contemporaneità, ma nasce come romanzo autobiografico. L’autore, Tatsuhiki Takimoto, ha raccontato la sua personale esperienza come NEET e hikikomori. Dal romanzo, successivamente, sono nati un anime e un manga. Protagonista assoluto è Tatsuhiro Sato, un giovane di 22 anni sociofobico, hikikomori e NEET. Prima di addentrarci nello specifico della trama, analizzeremo alcuni termini-chiave per comprendere meglio questo anime composto di appena 24 episodi, ma ricco di significato. Un hikikori, nella società giapponese, è una persona che vive da recluso in casa e non ha praticamente rapporti con il mondo esterno. Un NEET, acronimo di not engaged in education, employment or training, è una persona che non ha un lavoro, non studia e non è alla ricerca né dell’uno né dell’altro.

IL PROTAGONISTA: SATO
Tatsuhiro Sato, il protagonista, è sia un NEET che un hikikomori e riesce a sopravvivere solo grazie al mensile che i genitori gli passano. Ha 22 anni, vive da recluso nel suo appartamento da tre, dopo aver abbandonato l’università di Tokyo appena qualche mese dopo l’iscrizione. Dorme anche più di 12 ore al giorno e si limita ad uscire solo per fare la spesa nei Kombini vicino casa sua, dei supermercati aperti 24 ore su 24. La sua condizione di hikikomori lo costringe a mentire di continuo: alla sua famiglia, infatti, dice di lavorare part-time e di essere prossimo al matrimonio, cosa assolutamente non vera. La sua vita “cambia” quando bussa alla sua porta un’anziana testimone di Geova accompagnata da una misteriosa ragazza: Misaki Nakahara. Misaki, infatti, sembra conoscerlo benissimo e gli propone un contratto (con una penale di un milione di yen in caso di inadempienza) dicendo di sapere come guarirlo dalla sua condizione. Il ragazzo, all’inizio riluttante, accetta l’offerta e s’incontra tutte le sere nel parco vicino con Misaki per seguire il suo “corso”. Sato, con il passare del tempo, si accorge di avere come vicino di casa un suo vecchio compagno di scuola che lui aveva tentato di salvare dai bulli per farsi bello, ma prendendole di brutto: Kaoru Yamazaki. Ben presto, Yamazaki e Misaki diventano i suoi unici due contatti con il mondo esterno. Eppure, la sua condizione di hikikomori peggiorerà sempre di più. Sato, infatti, è un personaggio non solo sociopatico, ma affetto anche da manie di persecuzione, oltre ad essere anche parecchio ingenuo: Yamazaki, infatti, lo coinvolgerà nel progetto di realizzare un videogioco galge (cioè di stampo erotico), facendolo diventare un lolicon. A sua insaputa, viene coinvolto in un Netto Shinju (un patto di suicidio collettivo sottoscritto on-line), dalla sua senpai (compagna di classe più anziana) Hitomi Kashiwa, una persona che ha avuto un grandissimo ascendente su di lui, avendo frequentato insieme il club di letteratura ai tempi del liceo. Diventa anche dipendente dai videogiochi di ruolo on-line, pensando di riuscire a fare qualche soldo in quel modo, dimenticandosi perfino di curare la sua igiene personale. Infine, la sua ex capoclasse, Megumi Kobayashi, lo invischia in una truffa multi-level marketing, facendogli contrarre un debito smisurato che riuscirà ad estinguere solo grazie a Yamazaki e a Misaki. Alla fine della storia, Sato “evade” dalla sua condizione di hikikomori per fame: i genitori, infatti, non gli mandano più il mensile grazie al quale riusciva a sopravvivere e così, dopo essere stato per giorni chiuso in casa, si catapulta fuori dall’appartamento dichiarando che: “Se non hai la forza di morire, ti tocca lavorare”. Alla fine della storia diventa un “freeter”, cioè un precario che si mantiene con lavoretti part-time, giusto per non morire di fame e di stenti e lo vediamo dirigere il traffico in un cantiere.

GLI ALTRI PERSONAGGI: I GIOVANI IN WELCOME TO THE NHK
I personaggi di questo anime sono relativamente pochi ma è impressionante vedere come tutti, anche quelli che lavorano o provano a seguire i propri sogni, alla fine siano solo degli sconfitti, inadeguati a vivere in una società che non riescono a comprendere fino alla fine. Oltre a Sato, la cui condizione esistenziale è indubbiamente peggiore rispetto alle altre essendo un caso clinico, gli fanno da contorno Kaoru Yamazaki, suo vicino di casa che, si scopre, ha deciso di frequentare una scuola professionale per diventare un creator di videogiochi. Il suo sogno, infatti, è quello di realizzare un videogioco di genere galge talmente bello da farlo affermare in questo settore. Con il proseguimento della storia si scopre che Yamazaki si trova a Tokyo contro il volere dei genitori che hanno un’azienda agricola. Per mantenersi ha lavorato come uno schiavo durante tutta l’estate e continua a lavorare part-time per pagarsi la scuola. Ma l’improvvisa malattia del padre lo costringe a tornare in campagna dove farà il contadino e sposerà una donna con un matrimonio combinato. Lo vediamo, dopo la sua partenza da Tokyo, perennemente alcolizzato. Nonostante Sato prima che partisse gli abbia urlato: “Non stai tornando a casa da sconfitto”, si rende conto che l’amico Yamazaki non aveva proprio nessun talento, avendo creato sì un videogioco insieme a lui, ma talmente brutto da essere definito dal protagonista “Una schifezza”. Yamazaki incarna il classico “otaku” giapponese: appassionato di anime e manga, colleziona modellini ed è un fan di un anime sulle maghette che si chiama “Pururin”, di cui ascolta perennemente la sigla. Altro personaggio “sconfitto” è la senpai di Sato, Hitomi Kashiwa: è l’unica ad avere “un buon lavoro” essendo dipendente statale. Nonostante questo, è perennemente depressa, entra ed esce dagli ospedali e fa uso di psicofarmaci perché fortemente convinta che si ordisca alle spalle della gente un enorme complotto mondiale. E’ lei, infatti, a trascinare Sato in un incontro di suicidio collettivo (anche se il protagonista non lo sapeva): alla fine, però, tutti i partecipanti all’incontro off-line rinunciano e Hitomi riceve la proposta di matrimonio da parte del suo fidanzato. Hitomi, infatti, si sente trascurata dall’uomo perché pensa sempre al lavoro e lei, inoltre, lo ritiene “troppo perfetto”. L’incontro off-line farà precipitare Sato in una depressione ancora più nera, trasformandolo in un dipendente dai videogiochi on line. L’ultimo personaggio ad entrare in scena è Megumi Kobayashi, l’ex capoclasse di Sato ai tempi del liceo. Una ragazza che per sostenere lei e il fratello hikikomori (come Sato, ma in uno stadio finale e molto più grave) dopo il fallimento economico del padre si è fatta intrappolare dalle truffe delle vendite multi livello, finendo per contrarre un debito che non estinguerà mai. Farà contrarre un debito anche a Sato ma per fortuna il protagonista si “salverà” grazie a Yamazaki e Misaki. E, infine, il personaggio di Misaki. Si scopre che la “benefattrice” di Sato altri non è che la nipote del suo padrone di casa, per questo lo conosceva bene, avendolo anche osservato dalla finestra per molto tempo. Un giorno, confesserà di aver ideato “il corso” perché alla ricerca di una persona ancora “più inutile e squallida di lei”: per questo aveva pensato a Sato. Si viene a scoprire che la madre di Misaki è morta suicida e il patrigno le picchiava continuamente.

IL SIGNIFICATO DELL’OPERA
Welcome to the NHK si colloca nel genere Black Comedy per adulti. La serie, nonostante la tematica, risulta godibile e a tratti divertente. L’autore ha voluto portare alla luce una gamma di problemi che affliggono non solo i giovani giapponesi, ma i giovani di tutto il mondo: la difficoltà di adattarsi ad una società in perenne cambiamento, dove non è facile perseguire i propri sogni e quasi tutti, alla fine, si ritrovano a fare i conti con i propri demoni personali. E, soprattutto, quasi tutti alla fine soccombono. I giovani di Welcome to the NHK sono abbandonati a sé stessi e sembra proprio che le famiglie non siano in grado di capire i reali bisogni di questi ragazzi degli anni duemila. La sigla dell’opera, NHK, si riferisce alla tv pubblica giapponese omonima, la Nippon Hoso Kyokai. In uno dei suoi deliri, Sato ipotizza che la Tv in questione, famosa per trasmettere anime di successo, abbia ordito un enorme complotto per trasformare in hikikomori i giovani come lui. Per questo motivo, il protagonista la ribattezza Nihon Hikikomori Kyokai, cioè Ente degli hikikomori giapponesi.

Irene Savasta
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