Attualità Palermo 06/12/2015 22:45 Notizia letta: 2578 volte

Don Corrado, esordio all'Ucciardone

«Ero in carcere e mi avete visitato»
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Palermo -  «Facciamo una cosa - dice prima di iniziare l’omelia - così siamo più liberi e più contenti», e si toglie la mitra, il copricapo dei vescovi.  «Vi racconto una storia – dice Corrado Lorefice, il nuovo arcivescovo di Palermo – quando si diventa preti, la prima messa la vai celebrare nella tua parrocchia, a casa tua. Io, ieri, sono stato ordinato vescovo e oggi sono qui». Come, dire, questa è la mia casa. Si commuove. E i detenuti delle ultime file si alzano in piedi per applaudire. 

Don Corrado cita il Vangelo secondo Matteo: «Ero in carcere e mi avete visitato».

Ad ascoltarlo ci sono gli ergastolani, poi giovani e meno giovani che stanno scontando condanne per rapina, per spaccio. Più in là, altri detenuti condannati per omicidio, c'è Antonino Speziale, il giovane che uccise l’ispettore Filippo Raciti durante il derby Catania-Palermo.

In prima fila, il sindaco Leoluca Orlando. 

Vangelo? Vuol dire bella notizia. Sorride e dice: «Voi lo sapete cos’è una bella notizia, vero? Ad esempio, il ministero scrive al direttore per dirle: devi liberare tutti, subito. Ecco, questa è una bella notizia». E scoppia una grande risata. Don Lorefice è già di casa all’Ucciardone. I detenuti fanno a gara per stringergli la mano. Il cappellano, fra Carmelo, gli dice: «L’aspettiamo ancora, nella nostra vita di ogni giorno». 

Redazione