Attualità Scicli 07/12/2015 00:31 Notizia letta: 1939 volte

Sulla multa, i proscritti tacciono

Gli studiosi seri del diritto sapevano che esisteva, eccome!
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Scicli - Gli sciolti di Scicli non hanno più fiatato sulla multa che il Ministero dell'Interno ha fatto al Comune per il mancato adeguamento delle tariffe dei servizi a domanda individuale per l'anno 2014, quando loro erano al governo della città.

La multa -come sostenuto da Ragusanews- c'è, esiste, ed esistono anche i documenti che la comprovano: ammonta a 232 mila euro, che pagheranno i cittadini di Scicli. 

Così la commissione straordinaria nell'intervista a Michele Nania e a La Sicilia del 28 novembre:

"Mi potreste spiegare l’ormai famosa multa al Comune di Scicli?
«La sanzione scaturisce dalla certificazione dimostrativa della copertura tariffaria del costo di alcuni servizi per l’anno 2014. L’obbligatorietà della presentazione della certificazione di cui è cenno scaturisce dalla condizione di deficitarietà del Comune di Scicli, rilevata dalla apposita tabella dei parametri obiettivi, allegata al rendiconto di gestione 2012, dei quali almeno la metà presentano valori deficitari; oltre che dall’aver fatto ricorso, con decorrenza febbraio 2013, alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale prevista dall’art. 243 bis del Tuel - D.l.vo 267/2000».

E di chi sono le colpe?
«Non ci piace parlare di colpe. La certificazione in argomento, che reca la data del 31 marzo 2015 e che riguarda l’anno 2014, sottoscritta dai componenti l’Organo di revisione del tempo, dal vice segretario dell’Ente, e dal responsabile del Settore finan- ze, individua nel 29,10 la copertura percentuale del costo dei servizi a domanda individuale e nel 97,80 la copertura percentuale del costo del servizio per la gestione dei rifiuti urbani; oltre alla copertura del 104 per cento del costo del servizio acquedotto;
Il mancato raggiungimento della copertura minima, sia del costo dei servizi a domanda individuale, sia del costo del servizio per la gestione dei rifiuti urbani, prescritta rispettivamente al 36,00 ed al 100 per cento, ha conseguentemente provocato l’irrogazione della sanzione di cui al comma 5, dell’art. 243 del Tuoel, pari all’1 per cento delle entrate correnti risultanti dal certificato al rendiconto 2013, per come statuito dal Decreto del Prefetto di Ragusa n. 1/F. L. dell’8 ottobre 2015».

Quindi la multa si deve pagare.
«Nello specifico, se da un lato si evidenzia che – sulla scorta delle peculiari risultanze di cui al conto di bilancio dello stesso anno (2014) – l’Ente, in applicazione della delibera della Corte dei Conti – Sezione di controllo per la Regione siciliana n. 115/2015/PAR del 12.2.1015, coprirebbe nella percentuale del 37,00 per cento il costo dei servizi a domanda individuale (escludendone dal computo le attribuzioni finanziarie proprie del servizio di trasporto scolastico); dall’altra permane la mancata copertura nella misura minima prevista per il servizio di gestione dei rifiuti urbani, così confermandosi i presupposti di irrogazione della sanzione».

E’ da escludere un ricorso?
«La Commissione, attraverso il proprio Collegio di revisione contabile, sta comunque procedendo alla complessiva verifica delle risultanze del certificato in parola».
Gli uffici non avevano fatto bene i conti, insomma".

Gli studiosi seri del diritto hanno sempre saputo che la multa esisteva.

Per gli studiosi del diritto all'acqua di rose vale il carducciano: "Tergete dal nobil muso/l'orma del pugnal villano".

Tradotto: asciugatevi il muso.  

Redazione