Economia Agricoltura 10/12/2015 13:12 Notizia letta: 2866 volte

La riscoperta del grano Timilia

Che ne sai tu di un campo di grano?
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Distese di grano a perdita d’occhio e spighe che arrivano fino all’addome, alte quasi quanto un bambino di otto anni. E’ questa una delle immagini della Sicilia, granaio d’Italia. Ancora oggi. Ma non tutti forse sanno che esistono ben 50 varietà diverse di frumento nell’Isola che, insieme alla Puglia, detiene il primato come più grande produttrice di grano duro in Italia. Eppure le antiche varietà presenti sin dai tempi dei greci fanno fatica ad affermarsi nel panorama internazionale perché costrette a competere con i grani “commerciali”. Eppure negli ultimi 40 anni ci sono cultivar scampate all’oblio del tempo anche grazie anche alla Stazione Consortile di Granicoltura a cui hanno aderito i liberi consorzi comunali di Agrigento, Caltanissetta, Siracusa e Trapani. Sempre più aziende e agricoltori si rivolgono alla Stazione per cercare di capire quale sia il grano “antico” che veniva coltivato nella loro zona di appartenenza. Una rinascita, insomma, degli antichi grani, come ad esempio il tipo denominato “Timilia” o “Grano Marzuolo” (anticamente Tuminia Nigra), particolarmente apprezzato dal mercato Bio.

Anche Wolfgang Goethe, nel suo “Viaggio in Sicilia”, oltre a definire la Sicilia “un giardino di limoni”, aveva apprezzato questa varietà e lo aveva definito “un dono prezioso di Cerere: è una specie di grano estivo, che matura in tre mesi. Lo seminano dal primo gennaio al giugno, e matura sempre entro un tempo determinato. Non ha bisogno di molta acqua, ma piuttosto di gran caldo”. Il timilia, infatti, è oggi coltivato nelle provincie di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina, Ragusa, Palermo e Trapani, oltre all’entroterra siciliano (in particolare nelle vallate del fiume Salso). Era molto diffuso prima della seconda guerra mondiale ed è particolarmente resistente alle siccità. Il suo colore è scuro ed è particolarmente digeribile ed oggi è usato anche per la produzione di birra artigianale. Era noto anche in epoca greca (veniva denominato trimeniaios). Insieme alla varietà “Russello” è presente da tempi immemorabili in Sicilia ed è una delle 50 varietà di grano riconosciute. La Stazione di Granicoltura, nel 1930, ha selezionato due varietà di grano timilia, denominate “a reste nere” e “a reste bianche”.

Le farine di grano timilia hanno un alto valore proteico e un basso indice di glutine ed hanno un tipico colore grigio. Il prodotto più famoso in cui viene utilizzata questa farina è il pane nero di Castelvetrano, di colore scuro, con un odore caratteristico di mandorle tostate e malto.

Irene Savasta