Lettere in redazione Ragusa 17/12/2015 20:48 Notizia letta: 11095 volte

Casa all'asta, Bapr replica a Striscia La Notizia, e a Ragusanews

Riceviamo e volentieri pubblichiamo
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Ragusa - Spettabile redazione,

nel vostro quotidiano on line è stata riportata la notizia del servizio di “Striscia La notizia” trasmesso nella puntata dell'8 dicembre 2015, dal titolo “Asta la casa Siempre” nel corso del quale è stata fornita una rappresentazione parziale e distorta della vicenda, che danneggia l'immagine della Banca agricola popolare di Ragusa.

Nella notizia da voi pubblicata si riprende il contenuto del servizio mettendo in evidenza che la banca, conclusa la transazione e intascato l'acconto, non avrebbe bloccato la procedura esecutiva, lucrando anche sul ricavato della vendita all'incanto; con grave danno della Nastasi che avrebbe perduto la casa per un valore di € 180.000, venduta all'asta per 21 mila euro.

I sottoscritti, nell'interesse della Banca, chiedono che sia precisato che: in primo luogo non è vero che la banca sia rimasta inerte e abbia addirittura tratta addirittura trattenuto l'acconto della transazione e il ricavato della vendita.

Piuttosto deve essere sottolineato che: la banca, subito dopo l'incanto, ha depositato un atto di opposizione contro la vendita all'asta, lamentando l'irregolarità dell'incanto; la banca, inoltre, ha immediatamente restituito dopo l'incanto una consistente parte dell'acconto ricevuto (euro 5840 su euro 8000 in totale) al fine di consentire ai clienti di formulare l'offerta di aumento di 1/5 per sospendere il trasferimento del bene (offerta dichiarata inammissibile) ed ha messo a disposizione dei clienti la parte residua (euro 2160) invitandoli a ritirare la somma medesima presso la filiale di Avola;

la banca si è poi dichiarata disponibile a fornire le risorse per il riacquisto dell'immobile da parte dei clienti offrendo una somma di circa € 50.000, offerta tutt'oggi priva di riscontro;
la banca al momento non ha ricevuto somme di denaro dalla procedura di esecuzione che ha posto in vendita l'immobile.

In secondo luogo non è vero che il valore del bene è di € 180.000;
l'immobile infatti è integralmente abusivo e poteva essere sanato solo in minima parte, per cui il perito nominato dal Tribunale ha valutato l’immobile sanabile, detratte le spese di demolizione delle parti insanabili, solo € 4.000.

Avv. Aurelio Mirone,

Avv. Ugo Salanitro

Lettera firmata