Sport Chiaramonte Gulfi 20/12/2015 16:52 Notizia letta: 3483 volte

Una scuola di ippoterapia, lassù, in collina

L'esperienza di Laura Panasia
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Chiaramonte Gulfi - E’ una scuola di equitazione chiaramontana nata nel 1995 riconosciuta ed affiliata alla F.I.S.E. Si trova in c/da Cifali e le attività svolte principalmente sono salto ad ostacoli e dressage. Ma dal 2000, oltre alle classiche attività sportive, su richiesta di alcune scuole ed associazioni sono iniziati anche i corsi di quella che comunemente viene identificata come ippoterapia.

Ed è così che l’A.S.D. Club Ippico dell’Ippari, gestito da Laura Panasia, istruttrice F.I.S.E. di secondo livello con specializzazione A.N.I.R.E. come operatore ludico con il mezzo del cavallo, è diventato anche un punto di riferimento per molte associazioni, privati e scuole. Un’avventura che è durata fino al 2012 ma successivamente, con il taglio ai fondi a tutte le associazioni, il calo si è avvertito anche in questo settore.

Il Club Ippico dell’Ippari ha in totale 14 cavalli e come allevatori, ultimamente, hanno ottenuto grandi soddisfazioni. Laura Panasia, infatti, spiega: “Abbiamo allevato Chopin, uno stallone approvato al performance test e che è stato in squadra per la coppa del mondo a Verona fiere”. Ma anche gli allievi si fanno strada in questa complessa disciplina sportiva, come Edoardo Gatto che su Parabola, nel 2014, ha vinto la medaglia d’oro ai campionati regionali di dressage categoria E “Children”. Laura Panasia, dichiara: “Mi ritengo fortunata perché nonostante tutto quello che ci è successo siamo ancora qui. Nel 2003, infatti, l’azienda ha subito il furto di 8 cavalli che non sono mai più stati ritrovati, mentre mio padre venne malmenato e minacciato con le armi da un gruppo di criminali. I responsabili sono stati arrestati a Ragusa. In quel periodo quasi tutti i maneggi della provincia subirono pesanti furti. Si pensa, infatti, che siano stati circa 190 i cavalli rubati. Avevo pensato seriamente di chiudere. Poi, però, abbiamo deciso di andare avanti. E siamo ancora qui”.
Ma torniamo all’ippoterapia. Laura Panasia, infatti, ci spiega esattamente in cosa consiste la terapia per mezzo del cavallo: “Il cavallo viene usato per diversi tipi di disabilità, sia fisiche che mentali. Soprattutto dà ottimi risultati con soggetti che hanno scarsa fiducia in sé stessi in quanto sono costretti ad interagire con un essere vivente di grandi dimensioni. Superando l’ansia, l’autostima sale automaticamente”. Ma quali sono i soggetti che si prestano bene a questo tipo di terapie? Laura Panasia, continua: “Disagi fisici e mentali. Anche chi ha problemi fisici, infatti, è un buon soggetto per la terapia con il cavallo. Il cavallo, utilizzato al passo, stimola il corpo in maniera benefica, se la lesione non è particolarmente grave. Non è che avvengono miracoli, ma ci sono stati davvero ottimi riscontri”. Qual è il ruolo di un operatore specializzato in questo tipo di attività? “Il mio ruolo è quello di parlare con il medico, capire qual è il problema e applicarlo al mondo cavalli”, continua Laura Panasia. Certo, non tutti i cavalli si prestano ad essere utilizzati per l’ippoterapia: “Devono essere docili e senza tare fisiche o mentali. Non possono essere utilizzati cavalli zoppi e nemmeno pony. I loro movimenti devono essere fluidi e le loro falcate devono avere delle misure adeguate. Diciamo che lo stabilisce l’operatore qual è il cavallo adatto ad ogni esigenza”. Ma questa attività benefica che fino al 2012 coinvolgeva tantissime associazioni, oggi non ha lo stesso riscontro: “Purtroppo, molte scuole e associazioni, soprattutto della zona di Vittoria e Chiaramonte, hanno dovuto abbandonare i progetti a causa del taglio dei fondi e quindi c’è stato un calo in questo settore. Noi siamo sempre disponibili a riprendere questa attività, sia per le scuole o le associazioni, famiglie o semplici privati”.

Irene Savasta
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