Attualità Modica 21/12/2015 19:23 Notizia letta: 3209 volte

Se uccidere, a Modica, è una stralunata legittima difesa

Una buona prova, migliorabile
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Modica - E’ disponibile on-line il nuovo corto satirico “Legittima difesa”, presentato ufficialmente ieri e prodotto dalla E-motionpictures, 4 Ever film e Hobby Actors per la regia di Riccardo Tona, in veste anche di attore protagonista. Il corto, della durata di circa 10 minuti compresi i titoli di coda, racconta in maniera ironica l’interpretazione popolare, o meglio la vulgata, di ciò che può essere definito il concetto di legittima difesa. Il corto si apre con la visione dei tg e la lettura dei giornali in cui si dà conto dell’ennesimo caso di rapina in villa con conseguente uccisione di un ladro da parte del padrone di casa. Tutti, dagli avventori del bar all’amica imbellettata incontrata al supermercato, giustificano l’uccisione del malfattore come un caso di legittima difesa. Il protagonista, spinto dai commenti della gente, decide di tenere la pistola in un cassetto e una notte, svegliato da alcuni rumori, spara ad un uomo che si era introdotto nel salotto: ma ad essere rimasto secco è solo Babbo Natale. Il corto è ambientato nel centro storico di Modica e sicuramente vuole essere una presa in giro della facilità con cui la gente tende a liquidare i casi di cronaca di questo tipo. Il protagonista, però, appare piuttosto stralunato e si muove come un fantasma. Non ha mai una sua opinione, tant’è vero che non dice una parola per tutto il film, subisce qualsiasi cosa gli dica l’acida moglie e i clienti del bar che lo tirano per a giacchetta solo per farlo stare dalla loro parte. Sicuramente, nelle intenzioni del regista, si voleva dare corpo ad un personaggio che non ha opinioni ma che subisce solo quelle degli altri, senza avere una sua visione del mondo. Tuttavia, il tentativo non appare perfettamente riuscito. Piuttosto che un corto satirico, si ha l’impressione di assistere ad un corto leggermente ironico, con l’uccisione di Babbo Natale sul finale (e l’esclamazione della tipica parolaccia siciliana pronunciata dal protagonista a delitto avvenuto, unico momento in cui si lascia andare alla libera favella), che però non riesce mai a far scaturire né una sonora risata, né a far riflettere veramente sul messaggio che probabilmente il regista voleva lanciare. Al massimo, l’unica cosa che è concessa è un tiepido sorriso. Lo sforzo c’è, ma la satira rimane comunque lontana. Macchiettistici, al limite dello stereotipo, risultano invece i personaggi della moglie e dell’amica al supermercato. L’unica utilità della moglie (che va a letto con un pigiama di flanella con tanto di scarpe di lana, pur abitando in una casa che assomiglia alla reggia del conte Von Trapp) è quella di rompere sistematicamente le scatole al povero marito-inetto. L’amica incontrata al supermercato, imbellettata com’è, ricorda una MILF dei poveri.

Apprezzabili, invece, la fotografia di Francesco Ruta e la location nel centro storico di Modica.

Irene Savasta
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