Economia Ragusa 23/12/2015 01:19 Notizia letta: 8036 volte

A Ragusa la villa sospesa, metà italiana, metà portoghese

Si chiama LLL
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Ragusa - Una splendida villa nella zona residenziale di Ragusa che si ispira all’architettura italiana degli anni ’50 e a quella portoghese. E’ stata denominata “LLL” ed è nata grazie all’ingegno di un giovane architetto ragusano, Vincenzo Leggio. 38 anni, laureatosi a Siracusa nel 2006 con il massimo dei voti e la lode, Vincenzo Leggio svolge la libera professione e ha aperto nel 2010 il suo studio a Ragusa. Durante gli studi universitari ha collaborato al progetto etnologico di Solarino, a quello del mattatoio di Palazzolo Acreide e con un gruppo di ricercatori giapponesi condotto dal professor Takayoshi Aoki per studiare la struttura dell’hangar per dirigibili di Augusta. Dal 2008 al 2010 ha collaborato per diversi a architetti di Ragusa fino ad arrivare ad aprire un suo studio personale, VLA studio: “Mi occupo principalmente di interni, soprattutto per uffici e nuove costruzioni, ma anche per ristoranti”, spiega. Nella villa LLL, nulla è lasciato al caso: tutto, infatti, è studiato per dare il massimo del confort e per soddisfare in pieno le esigenze dei proprietari. Una villa che, nelle intenzioni dell’architetto, doveva dare l’idea di “sospensione”.

Qual è il modello a cui si è ispirato per la realizzazione di questa villa?
“Non c’è un vero e proprio modello ma sicuramente faccio riferimento per gli interni all’architettura degli anni ’50 italiana e a quella portoghese. Per quanto riguarda alcuni aspetti estetici, il mio riferimento è Moretti e le linee sviluppate negli anni 2000”.

Com’è strutturata esattamente?
“La villa LLL è una costruzione molto particolare: situata in una zona di espansione di Ragusa, si sviluppa su quattro livelli ed è composto da tre unità abitative, due costituite da zona giorno al piano terra, zona notte al primo piano e mansarda e una che si sviluppa quindi al piano terra. L'immagine architettonica esterna è distinta da una cornice che come un foglio di carta si piega su se stesso avvolgendo l'edificio. Tale concetto viene esasperato dalla presenza di una "fascia sospesa" che funge da parapetto ed è fissata al ballatoio del primo piano attraverso una esile piattina in ferro zincato. Durante le ore diurne si forma una zona d'ombra e nelle ore serali, attraverso il posizionamento di una striscia di luce led lunga quasi 20 metri, si illumina per richiamare l’idea di sospensione. Ho inoltre enfatizzato il blocco-ascensore come se predominasse su tutto. Nella parte posteriore la cornice termina in un lungo taglio orizzontale che racchiude le camere da letto del primo piano. Ed è proprio questa idea di taglio che si rifà all’architettura degli anni ‘50“.

Suppongo che anche le fonti di luce naturale abbiano avuto la loro importanza…
“Al piano terra sono presenti grandi aperture vetrate che favoriscono un rapporto diretto tra l'interno della casa e il giardino esterno. Nella zona notte e bagno, invece, si è scelto di avere delle luci diffuse e non dirette proprio per ottenere un senso di morbidezza”.

Osservando le foto non si può fare a meno di notare la particolarità della scala…
“Si tratta di una scala a giorno, staccata di 5 cm dalle pareti e domina tutta la scena: l'ingresso prima, e poi il soggiorno - pranzo della casa, sul quale insiste uno spazio vuoto a tripla altezza che collega visivamente i tre piani di vita della casa. Al primo piano una scala a sbalzo sul soggiorno collega alla mansarda con copertura inclinata costituita da travi in legno di colore bianco. Il parapetto in vetro, inoltre, dona leggerezza e suggerisce ancora una volta l’idea di sospensione. La scala è un tutt’uno con la casa ed è vissuta come uno spazio vivo. In genere, infatti, le scale hanno solo la funzione di collegare i piani, invece qui ha un ruolo da protagonista, visto che collega la zona giorno, la zona notte e la zona living, cioè la mansarda. In un certo senso è come se fosse una scultura. Ha una struttura in ferro ed è realizzata in parquet rovere naturale spazzolato, cioè lo stesso materiale usato per la zona notte”.

Parlando di materiali, quali sono quelli utilizzati?
“Quando progetto qualcosa per i miei clienti, il nostro diventa un lavoro a quattro mani. Il mio lavoro è pensato per soddisfare i gusti e le esigenze delle persone, quindi viene deciso tutto insieme, anche la scelta dei materiali. La villa LLL, ad esempio, è bianca perché si è scelto di far emergere tutti gli altri elementi”.

Per quanto riguarda, invece, gli spazi e i riscaldamenti?
“La cucina, ad esempio, è a ferro di cavallo con una grande finestra che dà sul giardino, proprio per suggerire questo contatto con il mondo esterno. Inoltre, è dotata di una penisola per fare colazione o per pranzare. Gli elettrodomestici sono a colonna per ottimizzare gli spazi e il riscaldamento è con impianto a pavimento riscaldato. In doppia altezza, infatti, è consigliabile questo tipo di riscaldamento per avere un confort più naturale”.

Irene Savasta