Cronaca Comiso 27/12/2015 22:31 Notizia letta: 3839 volte

Rogo al Comune, il cerchio si stringe

Il piromane ripreso
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Comiso - Rimane ancora avvolta nel mistero l’identità del piromane che il 24 dicembre alle 4.30 del mattino si è introdotto negli uffici di via Canonico Flaccavento e ha dato fuoco all’ufficio protocollo del Comune di Comiso, nonostante sia stato diffuso video e foto del responsabile. I danni sono stati ingenti perché praticamente la maggior parte dei documenti presenti sono andati in cenere. La Polizia di Stato, in accordo con la Procura di Ragusa, ha deciso di divulgare il video delle telecamere di sorveglianza e un frame con il volto dell’uomo (in realtà visibile sono dal naso in giù) per cercare di risalire all’identità del piromane. A Comiso, intanto, stanno operando gli uomini del Commissariato, della Digos e della Squadra Mobile anche se ancora il responsabile del gesto un nome non ce l’ha. Dalla Questura, intanto, una nota ufficiale diffusa stamani parla di indagini che si stanno stringendo attorno all’autore del fatto. Si legge: “L’identificazione dell’autore del gesto delittuoso è alle strette finali. La diffusione delle immagini e la collaborazione da parte dei cittadini contribuisce a comporre il quadro investigativo. Continuano in queste ore ad essere sentiti soggetti che possono fornire elementi utili per le indagini”. Resta comunque un bel mistero di Natale. L’ufficio protocollo, com’è noto, raccoglie sia la posta in entrata che in uscita, oltre alle notifiche delle contravvenzioni e degli atti giudiziari e le offerte per i bandi di gara prima che poi vengano smistati nei vari uffici competenti. Dal video, inoltre, si vede chiaramente che l’uomo non ha forzato la porta d’ingresso sterna con un piede di porco e nemmeno ha tentato di aprirla con un colpo di spalla. Sembra, infatti, che sia entrato utilizzando una chiave. Da ciò è logico dedurre che chi ha dato fuoco all’ufficio protocollo era in possesso di una chiave o quantomeno è stato in grado di procurarsela. Possiamo, a questo punto, fare tre ipotesi: è possibile che si tratti una bega fra dipendenti? Oppure, se torniamo alla funzione dell’ufficio protocollo, qualcuno che aveva interesse a far sparire delle notifiche che, evidentemente, lo impensierivano? Rimane anche da fare una terza ipotesi: la vendetta. Il capo della stidda di Comiso, Mario Campailla detto “U checcu”, con già alle spalle diversi anni di galera in regime di 41 bis e che in passato aveva anche minacciato il sindaco di Comiso che poi lo aveva denunciato a causa di un palco montato nel posto sbagliato durante l’estate, potrebbe essere in qualche modo legato a questo episodio. Qualcuno che agisce per conto suo? Una vendetta nei confronti del Comune? Al momento, ovviamente, tutte le ipotesi restano aperte. Appare da scartare, almeno per le modalità così “precise” con cui ha agito il piromane, l’ipotesi di un folle.

Irene Savasta