Attualità Chiaramonte Gulfi

Battaglia resta in sella

Non passa la revoca del presidente

Chiaramonte Gulf - Paolo Battaglia resta presidente del consiglio di Chiaramonte Gulfi. Non passa, infatti, la proposta di revoca presentata dal gruppo “Cambiare per Crescere” fedele al sindaco Vito Fornaro che è stata discussa ieri durante una seduta straordinaria del consiglio comunale. Nonostante i paragoni con Nicolae Ceausescu e l’accusa di essere “fazioso e facinoroso”, alla fine il consiglio ha così votato: 7 voti favorevoli alla revoca, 4 contrari (compreso Battaglia) e Occhipinti e Cutello (PD) fuori d’aula. Assenti i consiglieri Giuseppe Nicastro e Salvatore Occhipinti. Erano necessari, infatti, 10 voti affinchè Battaglia venisse sfiduciato. Il documento è stato letto in aula dal consigliere Giovanni Morreale, sottoscritto da tutti i consiglieri di Cambiare per Crescere. I consiglieri ex compagni di viaggio del presidente accusano quest’ultimo di non essere stato super partes, di aver “interpretato il proprio ruolo in dispregio delle prerogative di ciascun consigliere” e di aver convocato il consiglio per la discussione sul bilancio giorno 4 gennaio basando la propria decisione su una norma che invece si riferirebbe al rendiconto di gestione e non al bilancio di previsione. Tale prerogativa, dunque, sarebbe stata del tutto arbitraria, giustificata dal presidente come necessaria per dare il tempo a tutti i consiglieri di studiare le carte ma che in realtà, secondo quando dichiarato nel documento letto da Morreale, non era mai stato fatto in passato: “Una convocazione più vicina avrebbe evitato l’insediamento del commissario”. Il Consigliere Luigi Stamilla, invece, legge in aula una memoria integrativa da inserire alla proposta di revoca in cui sono stati elencati alcuni comportamenti del presidente che, secondo il consigliere, non sarebbero stati conformi al suo ruolo: “Il bilancio è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il suo è stato un costante atteggiamento fazioso e facinoroso soprattutto nei confronti del gruppo da cui è stato eletto”. Anche il consigliere Giovanni Vivera si affida ad un documento scritto in cui addirittura paragona Paolo Battaglia a Nicolae Ceausescu: “La sua testardaggine mi ricorda il dittatore comunista Nicolae Ceausescu, che per “testardaggine politica” nel 1989, in un momento di estrema difficoltà per la Romania dava segni di squilibri dimostrandosi avulso dalla realtà del suo Paese”. Il neo consigliere Giancarlo Gurrieri, che fa parte dello stesso gruppo di Battaglia, dichiara che: “State mettendo in atto un’azione di delegittimazione nei confronti del presidente. Dopo aver presentato il bilancio in clamoroso ritardo avete prima scaricato la colpa sui revisori dei conti e poi sul presidente. Il 23 dicembre, poi, la grande bufala della sfiducia. Il commissario non ha avuto nulla da eccepire sulla data di convocazione del consiglio”. La posizione del PD è sostanzialmente quella di bacchettare sia l’una che l’altra parte, accusate di essere in sostanziale concorso di colpa e non tralasciando il fatto che il presidente Battaglia è stato votato in quanto, all’epoca, espressione del gruppo Cambiare per Crescere prima ella rottura: “E’ prevalso un personalismo che non avvantaggia nessuno dei presenti. Il presidente ha avuto sicuramente testardaggine politica ma la strumentalizzazione di questi eventi è chiara: ognuno ha scaricato le colpe sugli altri. Quando si addebitano le colpe solo al presidente per dovere di chiarezza bisogna dire che siete tutti sulla stessa barca. Noi prendiamo la distanza da questa mozione”. Non è piaciuta molto al sindaco la dichiarazione di voto del PD: “ Quelli del PD sono come Ponzio Pilato. Il bilancio è stato approvato in giunta il 21 novembre perché abbiamo risolta la transazione con l’ENEL che per noi era essenziale”. Resta comunque un dato: al momento, il sindaco ha la maggioranza in consiglio e questo si sapeva già. Ma nemmeno il presidente, visto che i voti favorevoli sono stati solo quattro compreso il suo. Il PD astenuto e due consiglieri assenti la dicono lunga sul clima rovente che traghetta il consiglio comunale di Chiaramonte alla seduta del 4 gennaio in cui verrà finalmente discusso il bilancio.

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