Appuntamenti Palazzolo Acreide 04/01/2016 22:07 Notizia letta: 2136 volte

Migrare. Necessità. Anancastica

Un'installazione di Salvo, Federico, Ivana e Salvo Alibrio
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Palazzolo Acreide - E' visitabile, fino al 10 gennaio, un installazione sul tema dell'immigrazione.presso il museo dei viaggiatori di Sicilia a Palazzolo, firmata da Salvo, Federico, Ivana e Salvo Alibrio. 

Quattro cugini uniti dalla passione per l’arte che si manifesta con la pittura, la scultura, la fotografia e l’arte in generale.

Άnánke (in greco Άνάγκη, “necessità”) è un’installazione artistica che vede la luce all’interno di un progetto di sensibilizzazione sulle tristi condizioni in cui versano gli immigrati che arrivano in Italia, lasciati troppo spesso soli ed emarginati in un paese per loro straniero e che sentono la necessità di essere aiutati, considerati, in una parola, visti.
L'installazione vede al centro della sala una scultura posta su una cassa, legata ai dodici ritratti, collocati sullo sfondo e celati da un velo, tramite trecce che si diramano dalla sua capigliatura.
La cassa simboleggia la mercificazione dell’essere umano e la scultura, che è rivolta dalla parte opposta ai ritratti, rappresenta la società con gli occhi chiusi e l’espressione indifferente. Proprio quest’indifferenza genera l’emarginazione che, da un punto di vista artistico, è simboleggiata dalle trecce che si dipartono dalla capigliatura della scultura.
L’acqua che bagna i volti dei soggetti fotografati indica sia il mare attraversato dai migranti in una situazione di incertezza sia la rinascita ad una nuova vita, piena di sogni e speranze, lontana dagli orrori lasciati alle spalle.
Le foto sullo sfondo non rappresentano un’estetica del dolore, bensì vogliono dare voce alla dignità di ogni individuo attraverso quel ponte emotivo che si crea tra il fotografo e il soggetto fotografato.
L’installazione, in sintesi, vuole sottolineare la necessità che ha la società di aprire gli occhi, voltarsi e oltrepassare il velo dell’indifferenza per guardare queste persone negli occhi che, silenziosi, gridano aiuto.

 

Redazione
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