Cultura Modica 07/01/2016 17:42 Notizia letta: 6035 volte

Il disastro di Modica, 65 anni dopo. VIDEO Istituto Luce

Al quartiere Dente
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Modica - Sono trascorsi esattamente 65 anni dal disastro di Modica, il crollo avvenuto esattamente il 4 gennaio 1951 nel quartiere “Dente”, precisamente in via Occhipinti. Una ventina di case, intorno alle due di pomeriggio, crollano come un castello di sabbia producendo un enorme boato. Tre le vittime del disastro: Carmelo Candiano, un neonato morto in culla, Giorgina Colombo, un’anziana donna, e Giovanni Carpentieri, un ragazzo morto una settimana dopo in ospedale. La tragedia dimenticata: si, esistono le commemorazioni ufficiali ma quasi nessuno, ormai, ha memoria di un fatto che all’epoca sconvolse la città della Contea. Esiste un filmato dell’Istituto Luce che racconta con le parole enfatiche dell’epoca quello che avvenne nel nostro territorio. All’interno del contenitore “Almanacco dal mondo”, il cronista annuncia: “Ha le sue tristezze il nostro compito di cronisti”. Poi, le immagini in bianco e nero dell’epoca ci mostrano una panoramica: le persone scavano nelle macerie con picconi e vanghe cercando di salvare il salvabile, alla ricerca di affetti umani e materiali perduti. Erano venti case che sembravano salde nelle loro fondamenta e invece si è scoperto che erano state costruite sul vuoto di una caverna che poi ha ceduto. Una tragedia annunciata? Si poteva evitare? La strada era stata costruita 40 anni prima e non aveva subito nessun intervento di manutenzione. Pare, inoltre, che i residenti avessero notato qualche crepa formatasi nel terreno pochi giorni prima della tragedia. Ma, come succede in questi casi, forse si era troppo occupati in altro: nessuno, infatti, era intervenuto e quelle voci silenziose rimasero inascoltate. E oggi? Certo, molte cose sono cambiate, ma la Sicilia resta sempre una specie di terra di mezzo: crollano ponti, strade, case e nessuno si stupisce più di tanto. Perché la tragedia delle tragedie è proprio questa: nessuno s’indigna. Atavica rassegnazione di gattopardesca memoria? Difficile dare una risposta. Senza andare a scomodare tragedie più “famose”, come ad esempio quella del Vajont, o quella del Terremoto de L’Aquila o, per restare in casa nostra, quella della valle del Belice, tutto sembra passare sulla testa dell’opinione pubblica come tragico fatalismo, come cronache di una morte annunciata. Eppure, i problemi legati al rischio idro-geologico sono noti da tempi immemori. Si sa, ad esempio, che la nostra è una terra a forte rischio sismico. Si corre ai ripari in questo senso? Nessuna risposta. Ma il dramma è che nessuno si aspetta davvero una risposta.

il disastro di modica istituto luce from Ragusanews on Vimeo.

Irene Savasta
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