Attualità Santa Croce Camerina 14/01/2016 12:45 Notizia letta: 3564 volte

Una processione in gloria per Klevis

Il bimbo di 11 mesi morto in ospedale
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Santa Croce Camerina -  Le rose candide, la copertina soffice come l'amore di mamma, la bara bianca. Klevis Totraku è stato abbracciato per l'ultima volta dai suoi cari sotto il sole caldo di questo gennaio surreale ieri mattina, prima dell'addio nel cimitero di Santa Croce Camerina.
Con un corteo silenzioso la città ha salutato il bambino albanese di 11 mesi che giovedì scorso ha perso la vita all’ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa. La parata è partita davanti alla pasticceria “Eduardo” di via Roma, quindi ha fatto il giro di piazza Vittorio Emanuele, ultima tappa prima che la piccola bara fosse accompagnata fino al campo santo.
Quell’angelo avrebbe compiuto il suo primo anno tra non molto. Era un cucciolo, strappato via alla vita troppo presto. Le mani dei suoi giovani genitori, voluti bene e stimati in paese, non lo lasceranno mai, come non si staccheranno mai dalle manine del fratellino e della sorellina maggiori di Klevis.
Lui, l'ultimo arrivato in casa, era un fiocco azzurro di felicità. Un bambino amato, e lo sarà sempre. Un pensiero e una consapevolezza che ha accompagnato la profonda mestizia di parenti, amici, semplici conoscenti che hanno scortato le spoglie del bimbo dalla sua abitazione di Casuzze, in corso Oceano Atlantico, fino alla cuore della vicina Santa Croce, dove il feretro è stato condotto a spalla tra le vie principali dai dipendenti della ditta di onoranze funebri Sampietro.
Klevis e la sua famiglia hanno vissuto i loro giorni felici nella frequentata frazione di Santa Croce Camerina che, attonita, fatica a realizzare come il bimbo non ci sia più.
Ora non restano che il silenzio e l'attesa. L'attesa di sapere cosa sia accaduto, come è possibile che un bambino con tutto il cammino davanti abbia lasciato la vita così presto.
Questo non è ancora chiaro, e per capire quale sia la verità è stata effettuata nella giornata di martedi l’autopsia sul suo corpicino, passaggio che, si auspica, possa dire di più riguardo a ciò che si è verificato in quei tragici giorni della settimana passata. Ad eseguire l’esame autoptico, nella camera mortuaria dell’ospedale di Ibla, è stato il medico legale Francesco Coco, insieme al primario facente funzioni della Neonatologia dell’ospedale “Umberto I” di Siracusa Massimo Tirantello. La famiglia ha incaricato come proprio consulente tecnico di parte il medico legale Vincenzo Cilia. L’esame era stato disposto dal sostituto procuratore della repubblica di Ragusa Francesco Puleio a seguito della denuncia dei genitori, che sono assistiti dall’avvocato Roberto Moscato. L’autopsia dovrà stabilire innanzitutto la causa della morte (un’infezione causata da un batterio o un virus, o cos’altro?) e soprattutto se ci sono state eventuali negligenze, e dunque responsabilità, da parte dei sanitari dell’ospedale ragusano. I periti avranno novanta giorni di tempo per depositare le risultanze degli esami, che poi saranno valutate dalla Procura. Anche la stessa Asp 7 di Ragusa ha disposto un’indagine interna per vederci chiaro su una vicenda che ha lasciato sgomenta l’intera comunità albanese che vive e opera a Santa Croce Camerina, e gli stessi abitanti della città del Sole mossi a commozione attorno alla triste storia di Klevis.

Alessia Cataudella