Giudiziaria Ragusa 16/01/2016 00:38 Notizia letta: 5311 volte

Mariantonella: Il giorno che mi hanno sequestrato

Condanna a 1 anno e 8 mesi di reclusione del rosolinese Salvatore Fabio Milazzo
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Ragusa - “Avevo paura, ma ho denunciato chi mi ha sequestrata, mi ha picchiata e ingiuriata. Spero che questo possa essere da esempio per tutte quelle donne che ogni giorno subiscono ogni genere di soprusi e di umiliazioni”. Mariantonella Cataldo, 32 anni, di Ragusa, nell’agosto del 2010 è stata sequestrata da un amico, all’uscita del locale in cui lavorava, è stata picchiata, e racconta, ancora provata, di avere temuto per la propria vita. Ma non ci ha pensato due secondi a denunciare quanto le era accaduto ai carabinieri di Ragusa, che hanno avviato le indagini per fare luce su questa vicenda.
Il processo si è concluso con la condanna a 1 anno e 8 mesi di reclusione del rosolinese Salvatore Fabio Milazzo, con la sospensione condizionale della pena, per i reati di sequestro di persona, lesioni personali e ingiuria. Milazzo è stato anche condannato a un risarcimento di € 20.400 in favore della vittima. Nel procedimento c’erano altri due imputati che sono stati assolti.
“Ricordo come fosse ieri quel 29 agosto 2010 quando, all’uscita del locale in cui lavoravo, Milazzo mi ha preso per un braccio intimandomi di non fare scenate e di seguirlo perché dovevamo parlare. Al tempo mi doveva dei soldi che gli avevo dato perché potesse estinguere alcuni debiti. Era in scadenza un assegno di duemila euro che gli avevo dato e lui, agitato, non faceva altro che parlare di questo. Poi, anziché accompagnarmi a Cava d’Aliga, dove avevo lasciato parcheggiata l’auto, essendomi recata con amici sul luogo di lavoro, è andato in una strada isolata di Pozzallo dove ha iniziato a colpirmi in testa, urlandomi frasi offensive. E m’ha sequestrato il cellulare. Pensavo che subito dopo l’incubo potesse finire, ma lui si è recato a casa di un amico a Sampieri. E il mio incubo non era affatto terminato”.
Mariantonella racconta di essere stata ancora maltrattata. “Ma non ho ricevuto aiuto dal suo amico – dice -. Sono stata rinchiusa in una stanza e quando sono riuscita ad uscire Milazzo m’ha colpita con un pugno che m’ha spedito, barcollante, vicino alla sua macchina. E a quel punto m’ha costretta di nuovo a salire”.
Prima di potere tornare a casa e denunciare i fatti, Mariantonella è stata condotta all’interno di un’altra abitazione ed è da qui, dopo altre vicissitudini, che ha potuto parlare con sua mamma per telefono e chiederle aiuto.
Mariantonella ha sporto denuncia ai carabinieri di Ragusa. E’ stata refertata in ospedale. 8 giorni di prognosi per trauma cranico, contusione allo zigomo destro con ematoma sottocutaneo, cervicalgia post traumatica, escoriazione cutanea alla spalla destra.
A seguire la sua vicenda giudiziaria è stato l’avvocato Michele Savarese, del Foro di Ragusa. “Ha preso a cuore la mia storia e mi ha sostenuta – dice Mariantonella -. È grazie a lui che si è potuto andare fino in fondo a questa brutta vicenda”.
“La violenza sulle donne è un atto ignobile che non ammette nessuna forma di giustificazione – dice l’avv. Savarese, che ringrazia l’Arma dei carabinieri per come ha gestito questa vicenda -. Mi auguro che il coraggio dimostrato dalla sig.ra Cataldo, denunciando il suo aggressore, sia di esempio per tutte le donne che subiscono violenza”.

Valentina Raffa