Economia Ragusa 19/01/2016 22:22 Notizia letta: 5159 volte

L’affittopoli iblea di Riscossione Sicilia

Equo Canone
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Ragusa – Ci costa cara Riscossione Sicilia.
Il suo compito è incassare le imposte nell’isola, in pratica l’omologa di Equitalia. Un esattore, però, in perdita perenne.
Un esempio su tutti. Anzi due esempi.
Gli affitti delle sedi che ospitano gli uffici di Riscossione a Sicilia fanno accapponare la pelle.
A Ragusa 30 mila euro. Mensili. 360 mila euro l’anno per ospitare quaranta dipendenti dell’Azienda. In via Archimede, a Ragusa.
Dopo 6 anni di contratto, Riscossione Sicilia avrà sborsato 2,1 milioni senza avere nessun patrimonio immobiliare. Riflessione spontanea: poteva comprarne di sedi con quella cifra!
Si va oltre l’immaginazione.
Un grande salto nel settore della fiscalità anzi nel settore dell’iniquità fiscale.
L’immobile di viale Santa Panagia che ospita la sede provinciale di Siracusa è di proprietà della stessa società che fa capo all’imprenditore che ha dato in affitto i locali di Ragusa. Strane coincidenze. Stavolta cambia il prezzo. 35 mila euro. Mensili.
Verrebbe da dire, vedi sopra.
Storie di sprechi, di logiche di potere che s’intrecciano con la politica e che fanno della Sicilia una terra inenarrabile e impareggiabile.
In perfetta narrativa siciliana la scelta degli avvocati sui cui tavoli giacciono una enormità di pratiche da evadere, una massa di tributi da riscuotere. A Ragusa otto avvocati si dividono la torta di Riscossione Sicilia. E studi professionali tra i più accreditati.
L’ex sindaco di Comiso, Giuseppe Alfano, Loredana Azzaro, Antonella Fidelio, Tuccio di Stallo, Gaetano Foti, Giovanni Di Stefano, Isabella Salerno, Valentina Sansone.
Una mole di lavoro enorme tra atti di riscossione, solleciti del credito, procedure esecutive cautelari, gestione rateizzazioni, gestione sgravi e rimborsi, pignoramenti mobiliari, gestione quote inesigibili e recupero crediti.
Basta fare una sommaria chiacchierata con i tecnici di settore per rendersi conto di come si tratti di una macedonia impazzita di servizi del tutto disorganici.
Incarichi sì, ma parcelle ferme al 2013. Le casse sono al verde anche per i legali. E’ la storia recente di questa Azienda che accumula ogni giorno debiti su debiti.
La sua storia sembra essere a fine corsa.
Eppure, era iniziatanegli anni novanta, con la Montepaschi-Serit, società che fa capo all’Istituto di credito senese.
Nel 2010 la Regione siciliana acquistò le quote in possesso a Monte dei Paschi di Siena con un’operazione su cui restano molti dubbi, soprattutto per il valore attribuito alle quote dei privati: la Regione pagò circa 400 milioni di euro, un prezzo «assolutamente esoso» denuncia il presidente di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo: «Ma la cosa più grave» aggiunge «è che non l’ha deciso nessuno, anzi l’ha deciso chi vendeva».
Ombre del passato su una società che oggi affonda.

Redazione