Economia Ragusa 26/01/2016 13:03 Notizia letta: 2631 volte

Il ciliegino svenduto per favorire la grande industria

A 70 settanta centesimi al chilo
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Ragusa - Pomodoro ciliegino svenduto nei mercati a 70 centesimi, arance che marciscono sugli alberi perché i produttori, a raccoglierle, ci rimetterebbero ma nel frattempo l’UE si accinge ad accordare un aumento temporaneo di import di olio tunisino per aiutare l’economia di quel Paese. Proprio ieri, infatti, la Commissione Commercio Internazionale del Parlamento Europeo ha approvato il via libera (con i voti del Pd) a ulteriori 35 mila litri nel 2016 e altrettanti nel 2017 di olio tunisino esportabili nell’UE a dazio zero. Confagricoltura, su sollecitazione di Confagricoltura Sicilia, non ci sta. I mercati dell’agrigentino e di Vittoria, tanto per fare degli esempi, sono in ginocchio. Il paradosso è questo: mentre l’Italia e la Sicilia sono costrette a rispettare le regole sui loro prodotti agricoli rimettendoci, altri Paesi hanno la libertà di ignorare le stesse regole. Stranezze del mondo globalizzato e dell’Unione Europea in particolare. Il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, ha inviato una lettera all’Alto Rappresentate dell’UE per gli affari esteri, Federica Mogherini, ai commissari europei del commercio Cecilia Malmstrom e dell’agricoltura, Phil Hogan, oltre agli eurodeputati italiani, per chiedere di riscrivere l’accordo sul libero scambio con il Marocco. Tale accordo, infatti, frutta al Marocco 30 milioni all’anno. Basti pensare all’esempio del pomodoro ciliegino: se nei nostri mercati viene svenduto a 70 centesimi, cioè meno del costo di produzione, il perché è da ricercarsi in quell’accordo. Il prodotto importato dal Marocco, infatti, costa meno e in ogni caso non c’è certezza che sui banconi del supermercato arrivi merce nordafricana spacciata per siciliana. Secondo il presidente di Confagricoltura Sicilia, Ettore Pottino, l’accordo con il Marocco non è stato rispettato neanche dal governo italiano: erano previste, infatti, misure compensative per gli agricoltori che non sono mai state erogate e inoltre i flussi di merce dal nord Africa dovevano essere sospesi durante le campagne di raccolta ma così non è stato. Inoltre, Confagricoltura lamenta gli scarsi controlli alle dogane e la totale mancanza di certezza della filiera. Per questi motivi bisognerebbe ridiscutere quegli accordi per avere almeno la certezza della tracciabilità. Solo durante il primo semestre 2015, l’Europa ha ricevuto 428.396 tonnellate di ortaggi dal Marocco, di cui 228 mila tonnellate di pomodoro, pari all’81% dell’import dei Paesi UE.

Irene Savasta
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