Attualità Vittoria 30/01/2016 18:55 Notizia letta: 12968 volte

Lo strano suicidio di Roberto Gambina. VIDEO Rai Tre

La puntata di Chi l'ha visto?
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Vittoria - “Chi l’ha visto?”, la nota trasmissione di Rai3, si è occupata mercoledì sera dello strano caso di suicidio del giovane vittoriese Roberto Gambina, morto tragicamente due mesi fa ad appena 19 anni in circostanze ancora da chiarire mentre si trovava a scuola.

In studio, la mamma Consuelo Bonifazio, la cugina Rosaria e gli avvocati Patrizia e Salvatore Romano. In due accuratissimi servizi, la trasmissione condotta da Federica Sciarelli ha prima ricostruito quella tragica mattina e ha poi messo in evidenza le stranezze del caso. Consuelo Bonifazio, infatti, dichiara che quella era: “Una mattina normalissima”. Il papà, Luca Gambina, ha dichiarato nel servizio che intorno alle 10.00 del mattino ha ricevuto una telefonata da scuola in cui qualcuno riferiva che il figlio aveva avuto un incidente, era caduto dalle scale e lo stavano portando in ospedale. All’inizio nessuno dei familiari pensa al peggio. Poi, con il passare del tempo, viene riferito al nonno di Roberto che il nipote si è buttato dalla finestra del secondo piano della scuola. Arrivati in ospedale, i sanitari riferiscono ai parenti che il ragazzo è in gravi condizioni e trovano anche i Carabinieri. La mamma, a questo punto, chiede ai Carabinieri di poter vedere il figlio ma i militari rispondono che era impossibile per le indagini in corso. Eppure, dopo poche ore, il caso viene chiuso: il corpo, infatti, viene restituito ai parenti nonostante gli zii chiedessero il perché non si procedesse con l’autopsia. A questo punto si fermano le indagini: si tratterebbe di un suicidio. Alla mamma di Roberto, viene detto che il ragazzo si era rotto l’osso del collo ma, nonostante fosse morto un ragazzo, i genitori riferiscono che le attività scolastiche sono continuate normalmente. Emergono, a questo punto, le prime contraddizioni: c’è chi riferisce ai parenti che Roberto sia caduto dalle scale, chi dalla finestra, chi dal muretto. Gli avvocati della famiglia, in studio, riferiscono che nessuno ha transennato la scena: i Carabinieri, secondo le ricostruzioni, sarebbero arrivati intorno alle 10.30 e in cortile vi erano tutti i ragazzi. La scena, dunque, risulterebbe completamente inquinata. Le indagini, insomma, ripartono per impulso della famiglia. Nel secondo servizio andato in onda, viene ricostruito passo per passo tutta la mattinata di Roberto e le contraddizioni emerse. Il ragazzo arriva a scuola in ritardo perché prima ha avuto un piccolo incidente in macchina: era andato, infatti, a prendere alcuni amici alla stazione di Vittoria. Un testimone, conferma che l’auto era sbandata ma che i ragazzi stavano bene. A causa di questo piccolo incidente, Roberto chiede aiuto allo zio meccanico che va a recuperarlo con il carroattrezzi e poi lo accompagna a scuola. Lo zio, infatti, testimonia che avrebbe lasciato il nipote davanti al cancello poco dopo le 9.00 del mattino. Il preside della scuola, sentito dagli inviati di “Chi l’ha visto?” riferisce la testimonianza del professore in classe. Il ragazzo, infatti, sembrava turbato e chiede di andare in segreteria. Poi, non rientra più in classe. Sul registro, la presenza di Roberto è segnata alle 9.24. Ci sarebbero, dunque, 24 minuti di buco fra il momento in cui Roberto viene accompagnato dallo zio e il momento in cui entra effettivamente in classe. Nessuno, però, dopo l’uscita dall’aula lo vede gettarsi nel vuoto. Inoltre, sul corpo di Roberto, sono stati ritrovati dei segni che l’autopsia di parte, effettuata il 25 novembre, ha escluso che potrebbero essere stati conseguenza della caduta. In particolare, le nocche erano graffiate come se avesse dato dei pugni, una grossa echimosi alla tempia destra e il padiglione auricolare destro era quasi completamente staccato. Il corpo di Roberto, infine, sarebbe stato ritrovato in cortile in una posizione innaturale per una caduta. Secondo gli inquirenti, infatti, il ragazzo sarebbe caduto all’indietro, ed è stato ritrovato a pancia in su e con i piedi rivolti verso il canestro e non verso la scala. Macchie di sangue, infine, sono state ritrovate sparse un po’ in tutto il cortile e sui gradini della scala, secondo quanto ricostruito dalle foto scattate dai parenti. I familiari, chiedono che i RIS effettuino le indagini in quella scuola e la denuncia in Procura, per il momento, è per istigazione al suicidio a carico di ignoti.

roberto gambina from Ragusanews on Vimeo.

Irene Savasta
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