Attualità Chiaramonte Gulfi 03/02/2016 20:56 Notizia letta: 7026 volte

Si difende il parroco accusato di omofobia

Ha chiuso il profilo Facebook
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Chiaramonte Gulfi - Galeotto fu un post su facebook: ha provocato talmente tanto scandalo che addirittura l’utente ha deciso di chiudere il profilo. E’ successo un paio di giorni fa. L’autore? Padre Salvatore Vaccaro, parroco di Chiaramonte Gulfi, da qualche giorno nell’occhio del ciclone per via di un commento a un link in cui si parlava di presunte “Lobby gay”. Le parole esatte del sacerdote sono state: “Non ci sono parola. E’ poco una macina al collo. Sono solo malati”. Malati scritto maiuscolo.

Padre Vaccaro, in realtà, riprendeva le parole utilizzate da Annalisa Colzi in cui veniva effettuata una recensione che commentava un libro didattico dal titolo: “Il Grande Grosso Libro delle famiglie”. Dopo qualche ora, però, il commento è stato tolto. Per la prima volta, Salvatore Vaccaro ha deciso di rilasciare una dichiarazione in merito a quanto accaduto: “Io sono per la misericordia, per l’accoglienza di tutti. Se ho da fare amicizia con le persone, non vado certo a guardare le tendenze sessuali. Posso essere libero di esprimere una mia idea? Perché gli altri possono dire qualunque cosa cercando di infangare anche me come sacerdote? Sono stato addirittura messo dalla parte dei pedofili a da chiunque faccia del male. Vero è che ci sono i sacerdoti pedofili, chi lo nega? “Malati” non è riferito alle persone, ma me ne guardo bene di dire che gli omosessuali sono malati. In quel testo, è stato presentato un libro che da diversi mesi circola e si dice già ai bambini di 4 anni che possono esserci famiglie alternative. Io dico, come si può travisare quella che è la realtà e la natura? Punto. E qui mi fermo. Ognuno è libero di pensare quello che vuole. Nessuno ce l’ha con le persone. Io sono libero e chi non crede non si deve porre il problema di cosa io possa pensare di loro. Rispettiamoci vicendevolmente”.

Le opinioni sono opinioni, e su questo non ci piove. Ma parlare di “macina al collo” e “malati” è quantomeno incauto. La macina al collo, infatti, è riferimento al vangelo di Matteo, 18, 5-­‐7. Nessuno qui si vuole addentrare nell’esegesi della scrittura, ma non sembrerebbe che il passo di Matteo si riferisca alle cosiddette “famiglie alternative”. Sicuramente, parole forti.

Irene Savasta
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