Attualità Enogastronomia 10/02/2016 14:49 Notizia letta: 2093 volte

Prosecco in Sicilia? ma anche no!

Viva gli spumanti siciliani
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Bere bene, bere siciliano. Prosecco? No grazie. Niente da ridire, intendiamoci, sulle bollicine e sui produttori della Marca trevigiana, a Nord Est dell’Italia. Un vino di successo, esportato in tutto il mondo eccetera eccetera. Ma parliamo di Sicilia, di Sud Est. Se siedo al tavolo di un wine bar per l’aperitivo o di un ristorante a Ragusa, Modica, Scicli, mi aspetto di trovare in cima alla lista dei vini le meravigliose etichette dell’Isola, spumante compreso. Invece, specie se si tratta di bollicine, succede il contrario. Avanti a tutto, spunta il Prosecco. E, se va bene, anche qualche prodotto made in Sicilia. Ne prendo atto, tristemente. E mi permetto di farlo notare al patron del locale, dopo aver scrutato le proposte e scelto accuratamente, se c’è, lo spumante del territorio. Al turista, al viaggiatore, è sensato far conoscere ed esaltare le proprie specialità. E se si è abbastanza preparati in materia è utile perfino raccontare in quale parte dell’Isola si produce questo o quell’altro vino. Soltanto così si fa un buon servizio a chi arriva da fuori, italiano o straniero, con la voglia di scoprire e apprezzare la Sicilia: palazzi, castelli, monumenti, arte, paesaggi e prodotti di una terra felix. Ciò detto, non è certo ingiurioso mettere in lista etichette forestiere. A patto che si inseriscano armonicamente e non sovrastino l’insieme delle proposte. (Qualche segnale positivo si vede e, in tal caso, mi complimento con l’oste).

NB: la viticoltura dell’Isola nell’arco di vent’anni è cresciuta. I produttori di eccellenze vitivinicole si moltiplicano e fanno a gara per offrire il meglio al mercato: bianchi, rossi, passiti e….spumanti. Evviva!

Nella foto, uno spumante siciliano

Madame de Staël